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Due idee di spazio

accampamento-pigmei

di Giorgio Mannacio

I.
La vastità del mare aperto, che non pone neppure un ostacolo fisso allo sguardo, sembra attuare pienamente quella riflessione circa la successione degli spazi in una serie infinita che è il fuoco centrale di una delle meditazioni leopardiane. Di quest’ultima resta irrisolto però, in una pluralità di significati , il verso finale che suona così: e naufragar mi è dolce in questo mare.
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chemin

rumi

di Alain Rivière

à nous le chemin de plus en plus étroit
réduit même à presque rien par les violences
les bombes les cadavres de chaque jour
comme devenus les seules marques du temps

partout peur du corps peur des poèmes
et une étrange condition de vivre morts
au point de faire rouler des têtes d’hommes
sur un terrain de football abandonné

est-ce notre solitude sans fin à jamais
prise encore par des hurlements de rage
mais nous nous rappelons de Rumi qui sut aller
avec un amant vers le sable et le soleil

cammino

a noi il cammino sempre più stretto
ridotto fin quasi a niente dalle violenze
dalle bombe e dai cadaveri di ogni giorno
come divenuti le sole impronte del tempo

ovunque paura del corpo paura di poesie
e una strana condizione di vivere morti
tanto da far rotolare teste di uomini
su un terreno di calcio abbandonato

forse è la solitudine senza fine per sempre
presa ancora da terribili urli di rabbia
ma noi ci ricordiamo di Rumi* che seppe andare
con un amante verso la sabbia e il sole

– traduzione Alessio Lalli

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Il vecchio e il suo “destino”

campanon

di Franco Nova

incontrarsi e passare oltre

Una ragazzina, tutta sola, si divertiva con il campanon, buttando il suo sasso piatto e saltellando su una gamba come da regole del gioco. Non poteva che vincere sempre senza alcun concorrente; e questo le piaceva enormemente. Un vecchio appesantito nel corpo e nell’animo, con uno sdrucito e polveroso pastrano sulle spalle, apparve improvvisamente da non si sa dove: “potresti insegnarmi come fare e lasciarmi giocare con te?”. Lei lo guardò gelida: “sei grande, grosso e…..”; “coglione” terminò l’uomo. “No, sono una ragazzina per bene ed educata; tu non puoi però giocare con me, non ho tempo di insegnarti nulla”. Continua la lettura di Il vecchio e il suo “destino”