Archivi categoria: Zibaldone – Poesia/moltinpoesia

Poesia e critica della poesia

Finché non si consumerà

di Arnaldo Éderle

 

Finché non si consumerà l’anima.
Ci credo? Non so, la speranza però
è tenace e non mi abbandona, forse
me la mangio ogni mattina e
la digerisco subito senza problemi
di stomaco, mi sembra facile
deglutirla e introdurla nel sangue,
ma non so se ci rimanga e se circoli
nel mio povero corpo, però c’è
e ci rimane fino al prossimo rigurgito
fino al prossimo rutto
espulsivo. Continua la lettura di Finché non si consumerà

Con la sua voce potente

 

di Arnaldo Éderle

 

Schiava piano la porta d’entrata,
poi entra, ancora silenzio, ma
entra in cucina, appena si sente
lo strusciare dei sandali sul pavimento
del corridoio, poi la sua voce potente:
Ciao Arnaldo (e la mia: Ciao Anastasia).
Il suo calibro è un grosso calibro,
si direbbe un peso massimo della sua categoria
ma ben arrotondato, gradevole quasi dolce,
e poi quella voce rotonda e pura
nel suo italiano-moldavo, un chiasmo
ma quasi sempre italiano. Continua la lettura di Con la sua voce potente

Due poesie inedite

 

di Canio Mancuso

 

Addestramento sul lago

Ripetiamo i gesti delle anatre
il sonno scivola con noi
sull’acqua dal collo
al grasso delle piume
spruzza le ortensie
fino al nodo dei canneti.
La luce acquosa che ci rassicura
e i nostri voli da riva a riva
le indigestioni di molliche
lanciate da coppie svizzere.
Neanche la montagnola
accartocciata sul lago ci spaventa. Continua la lettura di Due poesie inedite

Dieci poesie da ” … e ci indossiamo stropicciati”

di Luigi Paraboschi

con gli APPUNTI DI LETTURA di Ennio Abate

 

Cerchi ancora la pietra d’angolo

Cerchi ancora la pietra d’angolo
uno scoglio sul quale edificare
ti lasci scarnificare da relitti
che pensavi sepolti nel cemento
in un punto profondo dell’oceano. Continua la lettura di Dieci poesie da ” … e ci indossiamo stropicciati”

Scrivere

di Arnaldo Éderle

Non concordo con la spiegazione  che  Éderle dà  in  questi versi del perché si scrive. Anche se continuassimo a scrivere su un “bianco foglio” di carta, “di sera di mattina e di pomeriggio”, tutto è mutato attorno a noi dal tempo degli amanuensi e dei poeti in attesa della “nera farfalla” che li illumini. Forse è il caso di discuterne. [ E. A.] 

Continua la lettura di Scrivere

E distolse gli occhi

 

di Arnaldo Éderle

E distolse gli occhi dalle care immagini
della parete sinistra e li rivolse
all’armadio grande che sta di fronte al letto.
Quella era la posizione che teneva sdraiato
com’era nel suo ampio letto con la testa appoggiata
a due cuscini. Da lì poteva guardare tutta la
camera e, come un immobile, godere della sua
ampia visuale. Continua la lettura di E distolse gli occhi

Anàmnèsis

di Giorgio Tagliafierro

 

APPUNTI

I
Sorridono alcuni con buon vino
Altri ne imitano
Portano scarpe distinti da terra
Ci si misura le mani
S’incontra letargo in fremiti di trottola
Si lasciano odori nel presente cipresso
Rimbalzi vocali in cieli di calce
Cerchi di stagno per un sogno dal caso
Un cenno avido di forza
Sulla scia della banda. Continua la lettura di Anàmnèsis

Lacrime di gioia

di Arnaldo Éderle

Turbolente le nuvole dei giganti
in alto, più che azzurro e assolutamente
piatto, il cielo è trasparente e veramente
assoluto vergine e pigro quasi, Continua la lettura di Lacrime di gioia

Tholosae combustum

di Antonio Sagredo

 

E così
non immaginavo…
così d’essere una maschera finale
e lo specchio di un principio
dall’anima… offuscati! Continua la lettura di Tholosae combustum