
a cura di Ennio Abate
“come se ormai fosse stata accettata l’idiota e inaccettabile equiparazione, di democrazia e di non violenza.”
Franco Fortini 1985
10 citazioni tratte da commenti sui fatti accaduti a Milano, collegati a quelli che stanno accadendo in Francia, Italia e in Albania. Le ho scelto negli ultimi due giorni (17 e 18 ottobre 2026) tra le tante prese di posizione, perché non cedono alla paura, alla malafede, alla cecità e alla bava repressiva (più o meno mascherata) dei portavoce delle ragioni dei dominatori. C’è una difficile riflessione da fare per non aggregarsi al coro del “dallì ai facinorisi, ai vandali, ai sottoproletari”. E per ragionare dopo aver scelto da che parte stare.
1.
Anonimo
Si sono svegliati quelli delle periferie, che non si sono fatti addormentare dalle Meloni, Schlein o altra « compagnia malvagia e scempia » (Dante)[1]
2.
Riccardo Rosati
Sbirri del partito di governo contro quello di lotta. Un cancro della sinistra da cui solo le nuove generazioni ci libereranno
3.
Roberto Giuliani
Quella dell’infiltrato è una patologia di quella sinistra che non riesce mai a vedere per tempo i movimenti nascenti
4.
ANDREA MASALA
E come era totalmente prevedibile il giornalismo italiano è passato da “ma perché i nostri giovani non protestano come in Francia?” a “che roba contessa a piazza Duomo
5.
Luigi Caprarella
provate a riflettere … vogliono riprendersi lo spazio, la scena urbana, il teatro delle vetrine … nessun teppista si comporta in questo modo lontano dalla propria zona dopo una incursione in centro … non ritorna … questi invece si … quindi ritengono che sia più importante ribadire ragioni rabbia ed esistenza che tenersi distanti da sicuri guai
6.
Stefano Maccioni
Ma l’errore che le istituzioni e i media talvolta commettono è quello di schiacciare il racconto di un intero movimento solo ed esclusivamente sugli scontri: concentrarsi unicamente sul cassonetto in fiamme o sul blocco stradale è un modo sbrigativo per non interrogarsi sulle ragioni profonde di chi protesta, riducendo la voce di migliaia di persone a una banale questione di ordine pubblico.
7.
Doriano Fasoli
qualunque cosa dicano Meloni e Macron, “ascoltiamo le ragioni della protesta”, difendiamo il futuro dei giovani, mettiamo di difendere rendita e privilegi, ricostruiamo un patto tra generazioni, E solo così riusciremo, forse, a far rientrare la pasta della violenza nel tubo. La repressione produce solo violenza. Mostrarsi sordi al dolore e alla rabbia fabbrica mostri.
8.
Andrea Zhok
Plebi coltivate come bestie da soma cui somministrare occasionalmente panem et circenses, lavoretti di merda e imbonimento televisivo, il giorno in cui questo gioco si inceppa non sono e non saranno sensibili alle ragioni del decoro pubblico, del rispetto per la proprietà, dell’ossequio ai monumenti, ecc.
9.
Federico Battistutta
In tema di violenza mi limito qui a riprendere le parole che pronunciò il vescovo brasiliano Hélder Câmara, secondo cui l’origine di tutte le violenze risiede nella violenza delle istituzioni, quella che «legalizza e perpetua» ingiustizie, sfruttamento e dominio. Câmara la definisce addirittura “madre delle altre violenze”.
10.
Andrea De Lotto
Una cosa è certa: questi ragazzi hanno diritto a spazi sociali e di aggregazione, le periferie sono abbandonate, a disagio si somma disagio, case popolari decrepite, scuole fatiscenti, solo centri commerciali dove si è vittime e promotori di un consumismo asfissiante.
[1] Ecco un elenco:
Giuseppe Sala — Indipendente, centrosinistra — «Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili».
Matteo Lepore — Partito Democratico (PD) — «La devastazione dei beni pubblici, i danneggiamenti e la violenza non hanno alcuna giustificazione».
Stefano Lo Russo — Partito Democratico (PD) — «Quanto accaduto questo pomeriggio a Torino è gravissimo e va condannato con fermezza». «La violenza rappresenta l’esatto contrario di questo principio e merita una condanna netta, senza ambiguità».
Laura Castelletti — Civica, centrosinistra — «Quanto accaduto oggi in piazza Duomo è grave e merita una condanna netta». «Non possiamo accettare che episodi come quello di oggi diventino la misura con cui giudicare ogni forma di protesta».
Anna Scavuzzo — Partito Democratico (PD) — «Le violenze in piazza del Duomo sono inaccettabili: la violenza è da condannare senza ambiguità». «Non permettiamo a pochi violenti di rubare la voce a migliaia di persone».
Silvia Salis — Indipendente, centrosinistra — «Le loro istanze sono legittime ma la violenza non è giustificata».
Andrea De Maria — Partito Democratico (PD) — «Episodi di questa gravità vanno condannati con fermezza e senza alcuna ambiguità».
Ivan Scalfarotto — Italia Viva (IV) — «La guerriglia urbana scatenata dagli irriducibili a piazza Duomo è assolutamente inaccettabile».
Tommaso Goisis — Centrosinistra — «La violenza non è la via: serve organizzazione, bisogna prendere il potere contro i veri nemici della città».
Maurizio Landini — CGIL — «Queste forme di violenza sono sbagliate».
Angelo Bonelli — Europa Verde / Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), 16 ottobre 2026 — «Presidente Meloni, noi condanniamo sempre e senza ambiguità ogni forma di violenza».
Elly Schlein — Partito Democratico (PD), 27 luglio 2026 — «Abbiamo visto violenze inaccettabili, gravi, che non si giustificano mai». «Abbiamo sempre condannato ogni forma di violenza, senza esitazioni e senza tentennamenti».
Giuseppe Conte — Movimento 5 Stelle (M5S), 31 gennaio 2026 — «Le immagini che arrivano da Torino sono inqualificabili». «Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell’ordine e della troupe Rai».
Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli — Sinistra Italiana / Europa Verde, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), 31 gennaio 2026 — «Condanniamo con fermezza e senza ambiguità la violenza scatenata da una frangia di manifestanti».