Archivi tag: folla

Prof Samizdat (prova 3)

Narratorio. Versione  2020

di Ennio Abate

In quel Pacco Nord, in quell’anno. Ah, sì, c’erano ancora epigoni non più in eskimo del Grande – ancora si diceva così? –  Movimento. Ne erano rimasti in quasi tutte le fabbriche, le scuole e i quartieri d’Italia. E al Pacco Nord chi erano? Un po’ di prof e ITP moderatamente democratici che, affezionati alla Picci-neria, amministravano la Sezione Sindac. E, in gelosa dissidenza con la Picci-neria, il Comit (o meglio, la cosiddetta “Compagnia delle schegge”) raccoglieva  i dispersi degli ex gruppazzi rivoluzionari: prof Samizdat, Massim, Sciag,  più altri tre o quattro. Continua la lettura di Prof Samizdat (prova 3)

I giovani e la sinistra dopo le elezioni del 4 marzo

Dialogando con il Tonto (22)

di Davide Sgrò e Giulio Toffoli

Sono ormai settimane che non sento più il Tonto. Non si è fatto vivo e non ne so proprio nulla.
Un giorno decido di andare a fare un giro a Milano, una specie di pellegrinaggio fra librerie, bancarelle e memorie di un tempo ormai inesorabilmente perduto nelle storia. Mentre mi avvio verso la Statale per puro caso vedo uscire da una fermata del metrò un mio ex studente. Lo saluto e gli chiedo come vadano i suoi studi, mi risponde che è felice di vedermi e pur dovendo andare a lezione ha un attimo libero per me. Allora ci sediamo in un bar in piazza S. Stefano. Troviamo un posto abbastanza riparato e iniziamo a parlare del più e del meno. Mi racconta della sua avventura a scienze politiche, della laurea triennale e del nuovo percorso che sta facendo fra soddisfazioni e piccole e grandi disavventure. Continua la lettura di I giovani e la sinistra dopo le elezioni del 4 marzo

Il felino finale

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di Giorgio Mannacio

Un franc, un franc s’il vous plait. Il petulante saltimbanco ci offrì, in cambio, un allegro cartoncino listato a lutto. Con enfasi tutta francese prometteva brividi ed emozioni . A pagamento , si intende. Una cifra modestissima per uno spettacolo come Azhote di Renè de Obaldia. Continua la lettura di Il felino finale

Queimada

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di Rita Simonitto

La chiave di lettura di questo racconto sta nel suo titolo “Queimada” (= la bruciata più volte). Accompagnandosi all’esergo, esso introduce ad un discorso che intende essere più socio-politico che sentimentale e nel quale vanno in primo piano gli effetti nefasti della hýbris. La scrittura passa da un andamento lento e analitico ad uno sincopato e violento; precipitando nel finale, viene sottolineato il passaggio ad un quotidiano in cui prevale l’azione e non il pensiero. Il testo fa parte di una raccolta in via di edizione, “Vortici”, in cui l’autrice descrive, in vari racconti/capitoli autonomi, lo svolgersi di processi ‘destinali’, da intendersi però non nei termini dell’ Ananke, cioè della fatalità. Simonitto vuole suggerire che l’essere umano è il più delle volte trascinato da un evento che fa da catalizzatore tra un passato non elaborato ed un presente non comprensibile e in un certo senso ostile. [E.A.] Continua la lettura di Queimada

Salta grillo!

salta grillo

di Franco Nova

[Questo apologo satirico, con echi esopiani, ci presenta un grillo anticonformista che non vuole cedere alle sollecitazioni in apparenza a lui dirette di «una folla del tutto indeterminata e confusa di altri insetti». A spiegare l’equivoco in cui l’inesperto animaletto cade è mamma-grillo, che lo conferma in una salda visione animalo-centrica e misantropa. In filigrana pare di cogliere qui il tema del contrasto forse insolubile tra la società “di massa” o “all’americana” (di «idioti»?) e l’individuo anarchico «dal carattere ruvido e poco accomodante». Ma come mai costui, pur sapendo saltare e procedere a balzi, si fa condizionare dagli altri fino a imitarne la grottesca andatura? (E.A.)]

“Salta grillo”, gli gridava la folla, una folla del tutto indeterminata e confusa di altri insetti che nemmeno si riusciva a capire di che genere o specie fossero. Il grillo li guardava perplesso; lui non poteva muoversi che saltando, per quale motivo quegli sciocchi lo incitavano a mantenere un passo che era il suo proprio dalla nascita, quello che “Dio” aveva scelto per lui fin dall’apparizione dei grilli. Eppure il rumoreggiare della folla cresceva: “salta grillo”. Cominciò ad indignarsi e poiché era un grillo dal carattere ruvido e poco accomodante, si ripromise di non saltare proprio più. Mai più è forse dir troppo, ma insomma avrebbe cercato di astenersi dal salto per un bel po’ di tempo, almeno finché quegli scalmanati non avessero smesso di urlare come ossessi. Continua la lettura di Salta grillo!