Archivi tag: studenti

E ora ci stiamo alzando

AL VOLO a cura di E.A. 

Ci sedemmo dalla parte del torto perché gli altri posti erano occupati (B. Brecht). E ora ci stiamo alzando perché gli altri posti sono occupati dalle menzogne.

Cnn, decine di manifestanti arrestati in sgombero all’Ucla

LE TROUPE DELLA CNN SUL SITO DELL’ACCAMPAMENTO DELL’UCLA HANNO VISTO DECINE DI MANIFESTANTI ARRESTATI DAGLI AGENTI DELLA CALIFORNIA HIGHWAY PATROL.

Verniciare di tricolore le periferie?


di Ennio Abate

Nel mio ormai pluridecennale diario/archivio della colognosità  ieri ho depositato questa nuova perla comparsa sui social di Cologno Monzese:

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La medaglia

di Angelo Australi 

Quella mattina Spartaco era stato svegliato da un brano di lirica trasmesso alla radio. Intorpidito dal risveglio aveva guardato verso la finestra, dove le fessure regolari dell’avvolgibile trasmettevano il passaggio di piccoli granelli di luce in un soffitto che risplendeva di nuove costellazioni. Certi giorni si divertiva a visitare quei piccoli punti luminosi con la fantasia, perché immaginare di dare un nome alle figure astratte composte dalla natura sul soffitto ampliava l’ottimismo della giornata, era un po’ come giocare a scommettere sulle sorprese che ci sarebbero state per contrastare la noia. Però aveva ancora sonno e non riusciva a pensare perché il volume della musica era così alto che neppure un sordo avrebbe coltivato i suoi pensieri in santa pace. Non era tardi, altrimenti il frastuono del traffico sulla strada sarebbe stato più intenso e frenetico. Si ricordò che era domenica, che quindi non andava a scuola. Stropicciò gli occhi e sbadigliò piagnucolando come un lupo. Di solito nei giorni di festa sua madre lo lasciava dormire più a lungo perché non c’era scuola, ma quando alla fine si alzò sentì il pavimento vibrare per l’alto volume della musica, un po’ le stesse oscillazioni di quando passava il treno, imprevedibili ma costanti, da farti immaginare uno smottamento di terra proprio alle fondamenta della casa. Continua la lettura di La medaglia

Fachinelli e/o Fortini? (2)

Per un libro da scrivere

di Ennio Abate

Seconda parte

FRANCO FORTINI,  IL DISSENSO E L'AUTORITA'
(QUADERNI PIACENTINI N. 34 - MAGGIO 1968

Dicevo nella conclusione della Prima parte: «Tutte queste perplessità si rafforzarono dopo la lettura della  replica di Fortini a Fachinelli».
Sul numero successivo dei Quaderni Piacentini – il 34 del maggio ’68 –  nel saggio «Il dissenso e l’autorità» di Franco Fortini trovai, infatti, un immediato contrappunto al discorso psicanalitico del saggio di Fachinelli.
Qui si suonava un’altra musica, dissonante rispetto a quella utopistica e suadente-ambivalente di Fachinelli. Ho pensato  più tardi che, leggere Fortini dopo Fachinelli, fu come passare  dal tiepido-bollente dell’occupazione della Statale di Milano a una doccia fredda in una stanza appartata e in ombra. Vediamo perché. Continua la lettura di Fachinelli e/o Fortini? (2)

Prof Samizdat (prova 4)


Narratorio. Versione  2020.

di Ennio Abate

Gli studenti (e i suoi due figli? perché era un  prof Samizdat con figli, lui) stavano già tutti  altrove.  Anche se erano nell’altra stanza accanto alla sua a leggersi fumetti. O in classe, lì, visibili, davanti ai suoi occhi.  Altrove, ma dove?
Prof Samizdat gli faceva domande. (Gli poneva questioni, diceva lui, serio, credendo alla sua serietà).
Ogni tanto capitava, sì, che una parola, una frase, che aveva  viaggiato per conto suo assieme ai rumori, ai borbottii, nel flusso del discorso – somma della sua voce e delle loro – che nelle due ore  di fila si costruiva nell’aula, avesse un inatteso effetto. O, più terra terra, uno di loro, interrompendo fantasie inafferrabili o  ispirato da chissà cosa,   gli faceva  una  domanda. All’improvviso. Imprevista. Fuori luogo. Continua la lettura di Prof Samizdat (prova 4)

Prof Samizdat (prova 3)

Narratorio. Versione  2020

di Ennio Abate

In quel Pacco Nord, in quell’anno. Ah, sì, c’erano ancora epigoni non più in eskimo del Grande – ancora si diceva così? –  Movimento. Ne erano rimasti in quasi tutte le fabbriche, le scuole e i quartieri d’Italia. E al Pacco Nord chi erano? Un po’ di prof e ITP moderatamente democratici che, affezionati alla Picci-neria, amministravano la Sezione Sindac. E, in gelosa dissidenza con la Picci-neria, il Comit (o meglio, la cosiddetta “Compagnia delle schegge”) raccoglieva  i dispersi degli ex gruppazzi rivoluzionari: prof Samizdat, Massim, Sciag,  più altri tre o quattro. Continua la lettura di Prof Samizdat (prova 3)

Cronache di sabbia dal Sahel

di Mauro Armanino

I tre sono spariti nel nulla. Studenti della scuola media superiore, erano andati a passare qualche giorno di vacanza in famiglia nel villaggio natale di Ngoula. il ritorno a scuola, questo lunedì, è stato fatale. Uno dei quattro amici è riuscito a fuggire e gli altri tre, da allora, sono nelle mani di sconosciuti, presunti djihadisti che controllano la regione. Prima di raggiungere il villaggio di Djayeli, situato a circa 20 kilometri da Ngoula, sono stati rapiti e al momento non si hanno notizie. Inesistenti prima e invisibili dopo, perché figli di contadini, nascosti dal grande pubblico e cittadini di seconda categoria perché poveri. La zona è la stessa nella quale, nel mese di settembre del 2018, era stato portato via Padre Pierluigi Maccalli, missionario. Saranno forse rilasciati tra qualche tempo o allora verrà loro proposto di unirsi alle forze combattenti nella zona delle ‘Tre Frontiere’, Niger , Burkina Faso e Mali. Potrebbero scomparire per sempre, così come altre decine di rapiti attorno al lago Tchad, dove Boko Haram, Stato Islamico e banditismo, sono accomunati dalle stesse strategie terroriste. Avevano dovuto abbandonare il loro villaggio paterno a causa delle minacce dei Gruppi Armati ed erano tornati per le feste di Natale. Allora come oggi gli innocenti sono perduti e venduti al sistema che le armi ammantano di motivazioni pseudo-religiose. Il re Herode insegna. Continua la lettura di Cronache di sabbia dal Sahel

Taccuino di un militante di AO. Quattro mesi del 1978

Domani 22 febbraio 2021 alle 17,30, collegandosi su Facebook ( qui) o su Yotube (qui), è possibile seguire la presentazione di “VOLEVAMO CAMBIARE IL MONDO. Storia di Avanguardia Operaia (1968-1977).

di Ennio Abate

Sono stato in Avanguardia Operaia dal 1968 al 1977, cioè fino alla sua scissione. Da allora, in tutti questi anni ho continuato a rimuginare e a scrivere su quella mia militanza politica e sulle vicende degli anni Settanta. Dei numerosi appunti (in forma di diario, di narratorio e di saggio) ho pubblicato finora pochi brani su Poliscritture ma ho sempre colto qualsiasi occasione per tornare su quella storia e confrontarmi con i miei ex compagni di AO. E’ accaduto in particolare nel 2016 sulla pagina FB “Via Vetere al 3”, dove per la prima volta  si affacciò l’idea di una Storia di AO. E quando uno di loro, Luca Visentini, ha pubblicato «Sognavamo cavalli selvaggi», una rielaborazione narrativa della sua esperienza in AO, che ho attentamente recensito (qui).

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Nei dintorni di F.F. – Frammento 2

 

Per un libro da scrivere

                                       allora le nostre fragili parole
                                           piene di un lontano sociale 
                             già precipitavano in minoritaria lucidità 
                                  ma resistevano, mentre precipitavano

                                             (E. Abate, Prof Samizdat)

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Brutti segni

a cura di Samizdat

Poi dicono che Agamben esagera o “spara cazzate”…

1.GIORGIO AGAMBEN – REQUIEM PER GLI STUDENTI

https://www.iisf.it/index.php/attivita/pubblicazioni-e-archivi/diario-della-crisi/giorgio-agamben-requiem-per-gli-studenti.html

Stralcio:

Di ogni fenomeno sociale che muore si può affermare che in un certo senso meritava la sua fine ed è certo che le nostre università erano giunte a tal punto di corruzione e di ignoranza specialistica che non è possibile rimpiangerle e che la forma di vita degli studenti si era conseguentemente altrettanto immiserita. Due punti devono però restare fermi:

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