Archivi tag: Augusto Vegezzi

Donna e animale (agosto 2016)

9 ag 2016 Donna e anmale

Da Poliscritture FB > Poliscritture sito
di Ennio Abate

Questo post inaugura una nuova rubrica “Immagine ↔ Parola”. (Il segno  ↔ indica  moto reciproco e distinzione).  In essa, come già accade per la rubrica “Lettura d’autore” destinata ai testi scritti, verranno ospitate delle ‘letture d’immagini’. Era un’idea che avevamo pensato di realizzareagli inizi di “Poliscritture” ma che poi non ha avuto seguito. Tuttavia almeno una volta    pubblicammo una bella lettura  de “La Madonna del solletico” (qui) di Augusto Vegezzi, che è in piena sintonia con questo progetto e aiuta a precisarlo. Altri aspetti saranno vagliati  mano mano su questo sito ma anche in un altro  Gruppo FB che si chiamerà anch’esso, come questa rubrica,  “Immagine ↔ Parola”. Spero di trovare qui e su FB persone motivate a collaborare. Per ora pubblico i commenti arrivati finora su “Poliscritture FB” che mi hanno incoraggiato a rilanciare quell’idea. In ‘Appendice’ altre due immagini citate nella discussione. [E. A.] Continua la lettura di Donna e animale (agosto 2016)

Morte di un uomo

Russland, Gefangennahme von Partisanen

di Augusto Vegezzi

Dal romanzo pubblicato in ebook, editore lulu.com, in cartaceo a questo indirizzo http://tinyurl.com/qcqnzsd, col titolo “Quella rossa primavera 1943-1945″.

“Gli elementi erano così composti in lui, che la natura potrebbe levarsi e proclamare a tutto il mondo: “Questo era un uomo!” (William Shakespeare)

Sandrino non si vedeva da un po’ di tempo, sempre più impegnato nella sua fabbrica e preoccupato dalle minacce del capitano Hermann Berg, il controllore tedesco. La produzione aveva subito un forte calo a causa di rotture di pezzi, cadute di corrente, carenza di forniture, diserzioni di operai. Il capitano condusse un’inchiesta ma l ’impegno di Sandrino risultò ineccepibile. Continua la lettura di Morte di un uomo

I famèi

contadino_turco

di Augusto Vegezzi

Errata corrige. Il romanzo di Augusto Vegezzi non è inedito, come scritto nel post precedente (qui), ma  è pubblicato in ebook, editore lulu.com, col titolo “Quella rossa primavera 1943-1945″.

[Questo secondo stralcio del romanzo di Augusto Vegezzi ci pone di fronte ai contrasti di classe che dilaniavano il mondo contadino della bassa padana nel momento del passaggio da un’agricoltura ancora medievale alla modernizzazione capitalistica (l’accenno  alla «meccanizzazione delle campagne» di cui parla Max). A filtrarli sono le mentalità ormai contrapposte di un padre liberale e di un figlio che ha fatto sue le ragioni delle classi subordinate. Ma più della contrapposizione di idee tra i due personaggi borghesi è la descrizione, sia pur mediata, della condizione dei famigli (famèi[1])  a rendere vivo e interessante questo secondo stralcio del romanzo. La scrittura di Vegezzi coglie in modi cristallini, e dunque estranei ad ogni sperimentalismo,  la durezza e la ferocia dei rapporti umani  vissuti in un mondo contadino così spesso idealizzato o ridotto ad elegia. E fa pensare a Pavese e Fenoglio o alle “autobiografie” raccolte da Danilo Montaldi negli anni ’50-’60 del nocente nel cremonese. Vegezzi evita ogni populismo e riconferma il carattere di riflessione storico-filosofica del suo romanzo. Che ha al centro ( Cfr. la trama riportata in Appendice) lo scontro tra due visioni del mondo (quella di René e quella di Orlando), replicate qui quando confronta i diversi esiti delle storie di due famigli : « Puldéi e Artemio, due vite, due personalità, due destini». (E. A.)]

[1] Il famèo, termine dialettale che sta per “famiglio” (servo di casa, di famiglia), è stata una figura tipica della società contadina di quella fascia della Val Padana che dal cremasco si estende alle terre bresciane e bergamasche fin verso il cremonese. Il fenomeno era frutto di una povertà diffusa in cui l’alto numero di bambini (e dalle tante bocche da sfamare) determinava la necessità di “dare in affitto” i propri figli, tramite mediatori, presso famiglie più agiate che scambiavano le loro prestazioni con vitto e alloggio.

Continua la lettura di I famèi

La “Madonna del solletico”, detta di Foligno

madonna_di_foligno 2

di Augusto Vegezzi

Questa splendida pala d’altare (308×198 cm.), dipinta in tempera grassa su tavola e poi trasferita su tela fu commissionata a Raffaello nel 1511 da Sigismondo de’Conti (1432–1512), nobile folignate, storico e segretario di papa Giulio II della Rovere, ed esposta l’anno dopo nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli a Roma, ma nel 1565 la nipote del donatore la destinò a Foligno. In seguito a varie peripezie approdò ai Musei Vaticani. Ora è esposta a Milano. Continua la lettura di La “Madonna del solletico”, detta di Foligno

Stralci di un romanzo inedito (1)

resistenza

di Augusto Vegezzi

Oggi che è il 25 aprile viene festeggiata una liberazione lontanissima nel tempo (69 anni fa) mentre avremmo un gran bisogno di liberarci oggi (e forse proprio dai “liberatori” d’allora).  Gli stralci del romanzo di Augusto Vegezzi, che pubblicherò in varie puntate, permettano almeno di evitare il teatrino delle marionette e di ripensare la materia umana e storica incandescente di quegli anni. [E.A.]

 [Questa è la storia di formazione di un ragazzo di 14 anni e di uno di 17 che diventano uomini nel periodo che va dall’occupazione tedesca alla Liberazione e alla conclusione del governo Parri. Nello scenario dello Stato in decomposizione, della guerra civile e della società italiana divisa, dove stanno tramontando la classe borghese agraria e il mondo contadino mentre alla fine emergono virulenti la borghesia avventuriera e le classi lavoratrici organizzate, si completa la formazioni di due amici. René appartiene a una famiglia borghese e vive una drastica ribellione contro il proprio ambiente sociale, del quale rifiuta l’ipocrisia morale e religiosa. Egli si lega fortemente a Orlando, ancor più ribelle e determinato a trovare un’alternativa. Nella tragica guerra civile i due giovani maturano l’emancipazione dalla religione e dalla borghesia, la scoperta dell’amore e del sesso, l’esperienza della lotta armata, infine si contrappongono con scelte opposte, vissute nello strazio dell’abbandono reciproco. In René prevale una ricerca etica della responsabilità, in Orlando uno spirito di auto-affermazione comunque, tutta e subito, che lo porta a spericolate collaborazioni prima con i nazi-fascisti, poi con gli Alleati, in frenetiche e azzardate peripezie verso l’oltre, che forse lo proiettano a Washington, Mosca, Milano e ancora Washington. René vive con entusiasmo la Liberazione politica e l’emancipazione morale e sessuale che, attraverso un periodo di Bohéme, lo porta ad un appassionato e contrastato amore. Egli scopre il tramonto della borghesia, l’emergere di una classe compradora, l’irruzione delle masse operaie e contadine, s’impegna nella Ricostruzione materiale e politica e condivide il rinnovamento culminato nel governo Parri e naufragato nei contrasti e nelle contraddizioni del sistema Italia. Di qui la scelta faustiana di una professione costruttiva, quella di architetto, nella consapevolezza del male di vivere, del senso di responsabilità, dell’ottimismo della volontà e di una prospettiva di impegno per migliorare la vita e il mondo e per realizzare il suo amore. In un drammatico scontro finale, al limite quasi mortale, ma forse immaginario, René , constatano la profondità l’irreversibilità di un contrasto radicale con Orlando, si libera di questo legame e decide di realizzare il proprio destino unendosi con amata Lili. (A.V.] Continua la lettura di Stralci di un romanzo inedito (1)