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25 aprile targato Nato. 25 aprile, ohibò, rovinato

di Samizdat

Ah, com’eran  – ragazzini  e belle e sveglie –  i partigiani nel ’45!

Ma voi, invece, dietro i Violante, sdoganatori dei “ragazzi di Salò”.
Dietro i Pansa del “sangue dei vinti”(fascisti). E, ahi, pure dietro
gli sbeffeggiatori della Resistenza “rossa e non democristiana”.

E oggi vi beccate questi Letta, ciarlatani USA dai sorrisi cardinalizi?
E gli equiparatori d’un Zelensky   nazionalfascistoide ai partigiani?
E gli sventolatori di bandiere Nato al posto dello straccio rosso?

Smartphone rotti?  Bussola di Marx rotta?  Eppur bisogna andar!
Difendiamo le “nostre verità” partigiane! Quali? Quali? Quali?
No alla guerra dei filoamericani! No alla guerra dei filoputiniani.

 (da leggere  riascoltando “ Vi ricordate quel diciotto aprile” qui:
https://www.ildeposito.org/canti/vi-ricordate-quel-diciotto-aprile)

 

Verso il 25 aprile. Segnalazioni

di Donato Salzarulo

«Il dono di riattizzare nel passato la scintilla della speranza è presente solo in quello storico che è compenetrato dall’idea che neppure i morti saranno al sicuro dal nemico, se vince. E questo nemico non ha smesso di vincere.»

                                  (W. Benjamin, Sul concetto di storia)

 1.- Il 6 Aprile 2021 è stato pubblicato sul sito dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri (www.reteparri.it) un appello, sottoscritto da più di cento storici e studiosi, «per un riconoscimento ufficiale dei crimini fascisti in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’invasione della Jugoslavia da parte dell’esercito italiano». Continua la lettura di Verso il 25 aprile. Segnalazioni

Un ricordo di Franco Loi

di Giuseppe Natale

Quando muore un poeta, muore un amico dell’umanità. Ci ha lasciato il poeta e critico letterario Franco Loi, che avrebbe compiuto 91 anni il prossimo 21 gennaio.

E’ sicuramente il maggiore poeta in dialetto milanese e lombardo, che ha saputo ereditare da Porta e Tessa e reinventare con straordinaria creatività e fantasia. Ha dato voce agli ultimi, a coloro che faticano per guadagnarsi il pane quotidiano, agli emarginati e ai fragili, alle persone di grande saggezza e di forti sentimenti di autentica umanità. Continua la lettura di Un ricordo di Franco Loi

Punti di vista

di Giorgio Mannacio                                     

Il titolo – deliberatamente modesto – vuole sottolineare come ciascuno di noi manifesti, quale che sia il suo campo di osservazione, atteggiamenti e opinioni largamente influenzate dalla propria storia. Anche quest’ultimo vocabolo viene qui utilizzato in una versione modesta. Con esso non si allude alla catena degli avvenimenti  importanti ai quali ha assistito o ai quali ha partecipato ma a tutti quegli elementi della sua esperienza . Questa può consistere sia in avvenimenti visti o vissuti.

Sia in tracce culturali sia infine in superstizioni fossilizzate come verità. Questo percorso di esplorazione ci porta a spiegare i comportamenti e le opinioni . Altro è il problema della loro giustificazione in base a “ valori “  .

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Due conversazioni  con Giampiero Neri

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 di Ennio Abate

25 agosto 2004

Un’indole contemplativa

A – Da quando ti ho conosciuto – saranno un quattro anni – ti ho sempre pensato come un uomo di indole contemplativa.

N – Sì, sono sempre stato un contemplativo, un uomo poco portato all’azione e molto di più alla meditazione. Riassuntivamente potrei dire un pigro.

A – E come s’è costruita questa tua indole? Continua la lettura di Due conversazioni  con Giampiero Neri

fai attenzione alle palle vaganti

pallone

di Angelo Australi

Il sabato e la domenica spesso gioco a calcio con mio figlio in un campetto dietro la chiesa. Lo alleno da portiere, facendo in continuazione tiri angolati, centrali, rasoterra, all’incrocio dei pali. Arrivo letteralmente a sfiancarlo, ma è sempre un compromesso, pur di non segnarlo a una di quelle scuole di calcio che io detesto a morte, dove i genitori dei ragazzi sono convinti di avere alle mani un futuro campione che le grosse società dovrebbero sentirsi in dovere di acquistare a suon di miliardi. La fatica del padre dopo una settimana di lavoro non entra nemmeno in parte in questa esigenza di mio figlio di allenarsi da portiere per il torneo scolastico di calcio. Lui è attrezzato al massimo, ginocchiere, guanti, io calcio quel pallone di cuoio durissimo con delle normali scarpe a tennis, tanto che una volta, colpendo male la palla mi sono addirittura spezzato l’unghia al pollice del piede sinistro. A questi allenamenti partecipa anche Gino. All’inizio tenta di entrare in partita azzannando la palla, poi decide di girovagare a cinci sciolto nei terreni incolti dietro la chiesa o sul greto del torrente. Continua la lettura di fai attenzione alle palle vaganti

Stralci di un romanzo inedito (1)

resistenza

di Augusto Vegezzi

Oggi che è il 25 aprile viene festeggiata una liberazione lontanissima nel tempo (69 anni fa) mentre avremmo un gran bisogno di liberarci oggi (e forse proprio dai “liberatori” d’allora).  Gli stralci del romanzo di Augusto Vegezzi, che pubblicherò in varie puntate, permettano almeno di evitare il teatrino delle marionette e di ripensare la materia umana e storica incandescente di quegli anni. [E.A.]

 [Questa è la storia di formazione di un ragazzo di 14 anni e di uno di 17 che diventano uomini nel periodo che va dall’occupazione tedesca alla Liberazione e alla conclusione del governo Parri. Nello scenario dello Stato in decomposizione, della guerra civile e della società italiana divisa, dove stanno tramontando la classe borghese agraria e il mondo contadino mentre alla fine emergono virulenti la borghesia avventuriera e le classi lavoratrici organizzate, si completa la formazioni di due amici. René appartiene a una famiglia borghese e vive una drastica ribellione contro il proprio ambiente sociale, del quale rifiuta l’ipocrisia morale e religiosa. Egli si lega fortemente a Orlando, ancor più ribelle e determinato a trovare un’alternativa. Nella tragica guerra civile i due giovani maturano l’emancipazione dalla religione e dalla borghesia, la scoperta dell’amore e del sesso, l’esperienza della lotta armata, infine si contrappongono con scelte opposte, vissute nello strazio dell’abbandono reciproco. In René prevale una ricerca etica della responsabilità, in Orlando uno spirito di auto-affermazione comunque, tutta e subito, che lo porta a spericolate collaborazioni prima con i nazi-fascisti, poi con gli Alleati, in frenetiche e azzardate peripezie verso l’oltre, che forse lo proiettano a Washington, Mosca, Milano e ancora Washington. René vive con entusiasmo la Liberazione politica e l’emancipazione morale e sessuale che, attraverso un periodo di Bohéme, lo porta ad un appassionato e contrastato amore. Egli scopre il tramonto della borghesia, l’emergere di una classe compradora, l’irruzione delle masse operaie e contadine, s’impegna nella Ricostruzione materiale e politica e condivide il rinnovamento culminato nel governo Parri e naufragato nei contrasti e nelle contraddizioni del sistema Italia. Di qui la scelta faustiana di una professione costruttiva, quella di architetto, nella consapevolezza del male di vivere, del senso di responsabilità, dell’ottimismo della volontà e di una prospettiva di impegno per migliorare la vita e il mondo e per realizzare il suo amore. In un drammatico scontro finale, al limite quasi mortale, ma forse immaginario, René , constatano la profondità l’irreversibilità di un contrasto radicale con Orlando, si libera di questo legame e decide di realizzare il proprio destino unendosi con amata Lili. (A.V.] Continua la lettura di Stralci di un romanzo inedito (1)