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Scrap-book da “L’ospite ingrato”

 

a cura di Ennio Abate

Riprendo la rubrica Scrap-book dove seleziono stralci significativi di articoli significativi. [E. A.]

 

1.

I poeti e la pubblicità
Note su Fortini copywriter per la Olivetti

DI SERGIO BOLOGNA

Franco Fortini e Giovanni Giudici invece dovevano inventare i testi da collocare esattamente nello spazio che il formato scelto dal grafico ti lasciava, dovevano trovare il nome alle macchine da scrivere e alle macchine da calcolo, dovevano trovare le parole con cui dare un senso ad uno stand fieristico, dovevano creare un linguaggio che fosse espressione e crittogramma. I poeti abituati ai vincoli della metrica, i poeti epigrammatici, si muovono a loro agio nel mondo della pubblicità. Franco, che dell’epigramma era un maestro, doveva eccellere in quel mestiere ma, ripeto, s’era dovuto creare quel background di conoscenza dell’ambiente sociotecnico di fabbrica che la frequentazione dei «Quaderni Rossi», negli anni dopo la morte di Adriano, gli consentirà di leggere con occhio marxiano, con uno sguardo rovesciato. Si è parlato molto del rapporto tra Olivetti e gli intellettuali, io penso che l’esperienza all’interno dell’organizzazione di una grande industria abbia avuto un’importanza decisiva nella sprovincializzazione di una parte della cultura italiana. Se non come poeta, l’esperienza all’Olivetti, proprio per queste sue caratteristiche, a mio avviso per Fortini ha avuto un grande peso nel suo modo di essere un intellettuale, deve avergli dato una carica di modernità che faceva la differenza rispetto a tanti suoi colleghi, Pasolini compreso, rimasto ancora legato all’immagine di un’Italia rurale che s’inurba ma rimane lontana dall’industria. Continua la lettura di Scrap-book da “L’ospite ingrato”

Il Tonto e la società dello spettacolo

 

di Giulio Toffoli

Sono a fare il checkup semestrale alla Poliambulanza.
Entro e dopo aver atteso il mio turno agli sportelli mi avvio verso la zona dei prelievi. Sono lì seduto in attesa che esca sul monitor il mio numero e vedo uno, tutto scarmigliato, che cammina a larghe falcate per il corridoio con uno strano soprabito che sembra quasi un camice, bianco e lungo, con due code che si perdono nell’aria. Lo guardo bene e dico fra me e me:
“Ma sì, è lui – allora lo apostrofo ad alta voce con il classico – Ehi Tonto come va?”
Si voltano verso di me in quattro o cinque e mi guardano in cagnesco, quasi a dirmi:
“Ma chi l’ha autorizzata? A chi dà del tonto … Non si permetta …” Continua la lettura di Il Tonto e la società dello spettacolo

in una foresta

Nilo Australi, Atlas mundi

di Angelo Australi

 

L’ultima mia proposta è questa:
 se volete trovarvi,
 perdetevi nella foresta.

(Giorgio Caproni)

Ritrovai Fernando al bar tabacchi dove mi rifornivo di sigarette ogni giorno, dopo tanto tempo che non ci vedevamo. Era una mattina piovosa di fine novembre, la pioggia gelida cadeva lentamente annunciando la prima nevicata dell’anno sulle montagne che la cappa di nuvoloni bianchi e compatti nascondeva alla vista. Da alcuni anni non parlavo con questo caro amico d’infanzia, pur abitando nello stesso paese. Lui era uno dei pochi Continua la lettura di in una foresta