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Punizione dal limite

di Alessandro Franci

Quando il pallone comparve sopra le teste dei miei compagni ondeggianti in una fila asimmetrica, per un istante luccicò contro il cielo metallico; si giocava alle nove della domenica, in campi senza erba, gialli e secchi o melmosi per la pioggia. Feci appena in tempo a vederne il bagliore che divenne subito scuro, come una sfera sfrangiata marrone compatto che si abbassò all’improvviso verso di me. Non avevo neppure sentito il fischio dell’arbitro e quando il “sette” calciò, lo capii dal tonfo sordo del suo piede sinistro sul cuoio liso. Il sogno a occhi aperti, covato più di una volta quella domenica e in tante altre precedenti, di un tuffo spettacolare, svanì in un attimo. Quello aveva calciato con una tale forza che quando vidi arrivare quell’ammasso nero dritto in faccia, mi riparai il viso e chiusi gli occhi istintivamente. Il pallone strisciò sui pugni tesi e s’impennò in aria oltrepassando la traversa, fui colpito sul viso soltanto da rimasugli di terra come fossero schegge. La sabbia aderente alla superficie di cuoio, sulla pelle, fu come carta abrasiva, tanto che comparvero alcuni puntini rossi sulle nocche bianche per il gelo. Raramente ci davano i guanti che rappresentavano come una sorta di status symbol, un diritto dei più bravi, quei portieri ai quali erano riconosciute qualità speciali. Io invece ero stato chiamato solo all’ultimo momento perché il portiere degli juniores aveva avuto un incidente in motorino.

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Dal sud dell’anima

 

di Eugenio Grandinetti

 

Di questa recente raccolta di altre poesie di Eugenio Grandinetti, uscita nel novembre 2016 presso Youcanprint Self-Publishingt, presento una piccola scelta fatta a caso, come sfogliando il libro prima di entrarci dentro. La breve premessa e i titoli delle sezioni (Similitudini, Antiche e nuove moralità, inquietudini) danno il senso del libretto: una interrogazione tenace che sa di non trovare alcuna meta ma insiste e tiene alta e ferma la voce della poesia di fronte al nulla. [E. A.]

Premessa

Da tutti i sud del mondo, dove regnano guerre, miseria ed ingiustizie, gli oppressi cercano di scappare, spinti dalla speranza di un futuro migliore: dovranno affrontare un viaggio povero di meraviglie e ricco di pericoli in cui dovranno patire fatiche, fame, violenze e spesso anche morte; li attende una meta spesso precaria dove troveranno a volte commiserazione ma più spesso diffidenza ed ostilità.
Da tutti i sud del mondo, siano essi luoghi geografici o luoghi della mente, partono su barche fragili desideri che a volte naufragano ma quando riescono ad approdare,si accorgono che la meta raggiunta è solo provvisoria e che da essa bisogna ripartire per non perdere la speranza di poter trovare alla fine la meta desiderata.

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Mary Ann

caschetto 2

di Arnaldo Ederle

 

Mary Ann

Mary Ann. Che splendido nome!
Quando ti ho vista, prima volta,
non ho saputo che pensare. Il tuo
caschetto! Nero me lo ricordo, Continua la lettura di Mary Ann

IL PINO E LA BETULLA (due meschini rappresentanti del mondo vivente)

pino e betulla

di Franco Nova

[Un’ironica allegoria filosofico-politica ricca di possibili riferimenti ai dilemmi della storia e dell’esistenza. Mi pare s’inserisca bene persino  in
quelli elettorali della discussione in corso su “”2034???” (qui). Largo alle interpretazioni più audaci o sottili. (E.A.)]

Il pino e la betulla si presero d’amore; non proprio fulmineo, ma a furia di vedersi non troppo lontani l’uno dall’altra. Il pino era abbastanza rigido e compassato; la betulla tenera e flessibile, buona e premurosa, ma un po’ frivola, leggera quanto basta per interessare un pino così serioso. Erano relativamente vicini; essendo però alberi solidamente fissi al suolo, i loro rami non riuscivano a toccarsi. Le loro radici sì, per cui le moine e carezze da “amorosi” si svolgevano sotterraneamente. Simili tenerezze rattenute, senza sfogo, durarono parecchi mesi; la loro unione sembrò rinsaldarsi comunque, malgrado le limitazioni del caso. Continua la lettura di IL PINO E LA BETULLA (due meschini rappresentanti del mondo vivente)