Archivi tag: Marco Gaetani

Ricordo di Sandro Penna

di Marco Gaetani

1. «Il 21 gennaio 1977 morì a Roma Sandro Penna». Dopo quarant’anni esatti, la sua figura e la sua opera restano l’unico vero hàpax della poesia italiana contemporanea. Un poeta, Penna, radicalmente diverso da tutti gli altri del nostro Novecento, e ciò a prescindere dalla vita ‘irregolare’ e dalle considerazioni critiche che, prendendo atto di un’evidenza, ne escludono il profilo dall’orizzonte in senso stretto modernista. Perché non è poi agevole far rientrare Penna neppure nella linea poetica alternativa – quella che, almeno in certi non proprio aggiornatissimi manuali scolastici, si è soliti intitolare al primo mentore del poeta perugino, Umberto Saba. Continua la lettura di Ricordo di Sandro Penna

Ancora su Dylan …

Dialogando con il Tonto (8)

di Giulio Toffoli

Quando, qualche mese fa, venne reso noto che a Robert Zimmerman era stato conferito il premio Nobel 2016 per la letteratura avevo cercato di discuterne con il Tonto.
Lui però aveva tagliato corto:
“Ne parleranno tutti, ne parleranno troppo, si divideranno, perché così vuole il copione, in esagitati amanti e sdegnosi critici. Lasciamoli ai loro esercizi di stile …
Ti ricordi – aveva poi aggiunto – qualche decennio fa, la parabola dell’artista era poco più che all’inizio, il giovane Zimmerman era infastidito da un suo esegeta che, per cercare di scoprire non si sa quali segreti, andava a rovistare anche nella spazzatura. Quando il cantante se ne accorse, stufo di essere oggetto di continui attacchi alla sua privacy, mise in un sacco della spazzatura uno spazzolino da denti nuovo, neanche estratto dalla confezione originaria. L’esegeta rimase perplesso e iniziò a interrogarsi: “spreco”, “crisi morale e esaurimento della capacità critica del cantautore”? Fino a quando un qualsiasi altro Tonto gli fece capire l’arcano: “Lavati i denti …” – gli voleva dire molto semplicemente lo Zimmerman – o se si vuole in modo più chiaro: “togliti dalle scatole e lasciami in pace …”. Continua la lettura di Ancora su Dylan …

Tutto il resto non è letteratura

A proposito di poesia e canzone ‘d’autore’

di Marco Gaetani

Di cosa sia segno il Nobel per la letteratura a Bob Dylan si è molto discusso negli ultimi mesi. Segnalo alcuni degli interventi che ho seguito (quiqui e qui,  in  certi casi dicendo anche la mia opinione (qui). Questo di Marco Gaetani pone con vigore la questione di fondo (sartriana): cos’è la letteratura. [E. A.]

 

Non capita spesso che nel dibattito pubblico – oggi per la verità quasi interamente surrogato dal chiacchierio mediatico – divenga oggetto di confronto, o appunto anche soltanto di chiacchiera, la questione concernente che cosa sia, o debba essere, la letteratura. Domanda che Sartre, per esempio, non ebbe timore di porre apertamente, e che però un esponente prestigioso della critica e della teoria letteraria di orientamento strutturalista, neppure tra i più stolidi, osò una volta quasi dileggiare, in margine a uno dei suoi più influenti lavori; ma questione che – piaccia o meno – trova il modo di ri-presentarsi periodicamente: come tutte quelle che, con l’imperfezione o l’approssimazione di cui possono indubbiamente caricarsi, interrogano veramente, e suscitano l’esigenza non tanto di risposte definitive quanto, perlomeno, di un supplemento di riflessione, di un nuovo indugio, di un’ennesima inchiesta. Continua la lettura di Tutto il resto non è letteratura

Mario Luzi «uomo di pace». Per la lettura di “Le donne di Bagdad”

Terra – di Francesca Bagnoli

Seconda anticipazione dal n. 12 cartaceo di “Poliscritture” in uscita prossimamente 

di Marco Gaetani

C’è qualcosa di più occulto e profondo della storia, che pesa su di noi.
Mario Luzi

Alcune considerazioni, certo da sviluppare e approfondire, in margine a una poesia di Mario Luzi, Le donne di Bagdad. Intanto la si legga1:

Diruti gli acquedotti, saltati i cavi elettrici,
inattivi gli impianti di depurazione,
eccole, le abbiamo viste per pochi attimi,
——————————————————    ma viste Continua la lettura di Mario Luzi «uomo di pace». Per la lettura di “Le donne di Bagdad”

Poesia come gadget

Diversi del Corsera

di Marco Gaetani

Il «Corriere della Sera» manda in edicola una serie di volumetti di poesia. La collana, «diVERSI», propone ogni settimana piccole antologie dedicate ciascuna a un poeta. Si va da Leopardi (che nel Marzo scorso ha aperto la collezione) a Borges, da Baudelaire a Catullo, da Kavafis a Dickinson, da Montale a Szymborska – per un totale di trentacinque uscite. Come si vede, autori di ogni tempo e cultura.
Ci si può chiedere perché un grande gruppo editoriale (in questo caso RCS), in un paese come il nostro e in un momento storico come quello presente, decida d’investire nella produzione e nella distribuzione di volumi di poesia. Si deve pensare che oggi, in Italia, esista un’effettiva domanda di poesia, che la poesia abbia attualmente un mercato, da cui potersi ripromettere dei profitti? Continua la lettura di Poesia come gadget

Roberto Saviano, il Nobel e la «non fiction»

roberto-saviano

di Marco Gaetani

L’8 Ottobre scorso l’Accademia di Svezia ha assegnato il premio Nobel 2015 per la Letteratura alla bielorussa Svetlana Aleksievic. Su «la Repubblica» di quattro giorni più tardi, lunedì 12 Ottobre, è apparso un lungo commento di Roberto Saviano alla notizia (l’articolo si trova alle pagine 44 e 45 del giornale, con un richiamo in prima). Può essere utile rileggere l’intervento1, nel tentativo di individuarvi alcune idee-forza alla base della concezione che Saviano detiene della letteratura. A interessare non è tanto, tuttavia, la “poetica” di un autore pure molto popolare come Saviano, quanto ciò che la presa di posizione pubblica di uno scrittore tanto esposto (in ogni senso) significa se si riflette sul significato e sul destino della parola letteraria, in se stessa considerata, nella società contemporanea. Continua la lettura di Roberto Saviano, il Nobel e la «non fiction»

La parola superflua di Erri De Luca

Erri De Luca

di Marco Gaetani

 

La vicenda dello scrittore Erri De Luca, processato per aver sostenuto in un’intervista che la linea ferroviaria per treni ad alta velocità in costruzione in Val di Susa debba essere a ogni costo «sabotata», è abbastanza nota per esimere dal richiamarla qui nel dettaglio. Ricostruzione precisa cui del resto procede lo stesso autore napoletano nella sezione intitolata «Cronaca» di un libretto pubblicato dall’editore principale di De Luca (Feltrinelli) proprio nei giorni del processo. Alle pagine di La parola contraria si può fare riferimento per alcune considerazioni che, a partire dall’episodio in questione (davvero «minuscolo» in rapporto a ciò che accade in Val di Susa, come scrive De Luca?), si tentano con il proposito di uscire dalla cronaca spicciola, di sfuggire al chiacchiericcio proliferante nell’immancabile (quanto falso) dibattito mediatico. Continua la lettura di La parola superflua di Erri De Luca

LETTURE D’AUTORE. Leonardo Sciascia: l’intellettuale e la transizione

 

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Questa lettura d’autore è tratta dal n. 7 cartaceo di POLISCRITTURE (ottobre 2010)

di Marco Gaetani

Tornare a riflettere sulla figura e l’opera di Leonardo Sciascia a poco più di vent’anni dalla  scomparsa dell’autore siciliano può costituire l’occasione per leggere la sua esperienza di intellettuale pubblico in modo meno superficiale di quanto suggeriscono i cliché ancora circolanti su di essa, forse soprattutto ‘a sinistra’. Il più duraturo tra questi stereotipi si limita a registrare, non senza implicito (pre)giudizio, l’itinerario ideologico di un intellettuale-letterato meridionale partito da posizioni (apparentemente) gramsciane (Le parrocchie di Regalpetra, nel fatidico 1956; Gli zii di Sicilia, due anni dopo), ben presto investito del ruolo di scrittore civile e militante (Il giorno della civetta [1961], A ciascuno il suo [1966], lo stesso Il Consiglio d’Egitto [1963], alla sua uscita considerato una specie di risposta progressista a Il Gattopardo), distaccatosi poi piuttosto polemicamente, con gli anni Settanta, dall’area comunista (Il contesto [1971], ma anche Todo modo [1974]) e infine approdato (soprattutto dopo/con Candido, nel non meno fatidico 1977) a posizioni sostanzialmente lontane dai presupposti ideologici di partenza: fino all’impegno politico attivo nelle file del Partito radicale[1]. La facile formula «dal Pci al Pr» si presta, non meno bene di quella (allusivamente maliziosa) «da Einaudi ad Adelphi», a riassumere il senso di un giudizio non certo immune da riserve e perplessità. Continua la lettura di LETTURE D’AUTORE. Leonardo Sciascia: l’intellettuale e la transizione