O come Opera

FRA I BANCHI

di Angela Villa

Genere teatrale in cui la musica è eseguita e continua per tutto il tempo. È un sottoinsieme della musica classica.


Tutti all’Opera, comincia l’anno scolastico con maestre operose intente a inventare nuove avventure per i loro alunni. Anche se la scuola inizia a metà settembre, per noi insegnanti l’orchestra è già accordata dal primo del mese. Altro che tre mesi di beata indolenza, qui si macina caffè e idee a rotta di collo! E siccome crediamo profondamente nel motto “Chi ben comincia è a metà dell’opera” ci diamo subito da fare…
Ci ritroviamo, in aula docenti a pianificare la sinfonia perfetta: come accogliere i nostri piccoli spettatori? Banchi a gruppi, a coppie, o un isolamento strategico per evitare le prime scaramucce post-vacanze? C’è chi, ottimista incorreggibile, si immagina frotte di marmocchi riposati e ricettivi, pronti ad assorbire ogni nota di sapere e quindi predispone i banchi a gruppo… E poi ci siamo noi, i realisti un po’ cinici, che già li vediamo molto distratti e con la testa alle vacanze e quindi optiamo per il saggio sistema a coppie strategiche.
E noi? Come ci troveranno loro? Più sagge o con qualche ruga in più?
«Maestra, quanti anni hai?» Domanda frequente.
Se dici la verità, ti rispondono: «Hai l’età di mia nonna!».
Se menti spudoratamente, dicono: «Ne dimostri di più…».
Quindi io dico sempre: «Ho l’età delle fate!», Preferisco che non mi vedano come la nonna rassicurante, ma come la capitana che grida: «All’arrembaggio!». Del sapere ovviamente.
Intanto, dietro le quinte della nostra Opera è un tripudio di colori e creatività. Quest’anno la nostra musa ispiratrice per i bimbetti delle classi prime è la Maestra Margherita, un personaggio tratto dal libro di Nicoletta Costa che, a quanto pare, ne combina di tutti i colori. Le mie colleghe, vere artiste del fai-da-te, hanno già allestito un ritratto di Margherita che, a giudicare dall’espressione, promette scintille. E poi c’è quella gigantesca boccia di vetro, pronta ad accogliere i propositi di inizio anno di ogni bambino. Un inno alla speranza, o forse un’urna per le buone intenzioni destinate a finire nel dimenticatoio?
Nelle classi terze, abbiamo pensato a un faro. Sì, un faro, come simbolo di luce che guida le navi in tempesta. O, più semplicemente, un promemoria per accendere la lampadina in quelle giornate un po’ più… nebulose.
È un delirio di martelli e chiodi, pennelli e tempere, nastri svolazzanti e bandierine festose. I commessi ci guardano con un misto di ammirazione e disperazione, implorando che liberiamo le aule per le pulizie di rito. Ma noi, imperterrite, resistiamo fino all’ultimo minuto! Un’idea in più, un ritocco finale, un cartellone da aggiungere… Ci scacceranno via a forza, ma noi non molliamo!
«Oddio, abbiamo dimenticato di scrivere il cartellone di Benvenuti nel corridoio!»
Esclama una collega.
«Non ce n’è bisogno, loro lo sanno che sono e saranno sempre i benvenuti, nel nostro cuore.» Cerco di rassicurarle.
«Sì, ma è anche vero che in cinque minuti lo prepariamo se scriviamo direttamente con pennelli e le tempere…» Zitte, zitte, piano, piano…Eccole di corsa di nuovo dentro le classi ad armeggiare.
In questo vortice di inizio anno, mi rifugio in un angolo tranquillo della mente, un piccolo chiostro, un monastero, un luogo dove poter passeggiare tra piante rampicanti e bocche di leone: è il mio privatissimo hortus conclusus. Quest’anno l’Opera si arricchisce di un nuovo “movimento”: la scuola senza zaino. Meno peso sulle spalle, più attenzione ai ritmi dei bambini.
È una scommessa, un esperimento che ci entusiasma e ci preoccupa al tempo stesso. Insomma, siamo appena agli inizi: in fondo, si sa, la scuola è un cantiere perennemente aperto.
Alla fine saranno sempre e solo loro, i bambini e le bambine, a riempire le aule, con le loro risate assordanti, la straordinaria capacità di demolire ogni nostra illusione di controllo, a dare un senso a questa bella follia e a regalarci il vero, indimenticabile finale.
Il tempo e i loro passi faranno il resto.
«E allora, su il sipario… e che qualcuno ci prepari un caffè fortissimo!»

Buon ascolto: “Zitto zitto piano piano. Cenerentola di Rossini”
https://www.youtube.com/watch?v=C9xiPBqYlio&list=RDC9xiPBqYlio&start_radio=1

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