Archivi tag: Arnaldo Ederle

Yves Klein l’enorme Blu

di Arnaldo Ederle

Io sono qui, col mio amato computer
che tento graffio i tasti e provo
a mettere in moto, per spiegare l’alto intento
di codificare il nulla o il tutto, nell’assenza
di tutto e in presenza della sola passione
di codificarlo nell’unico colore della sua
assoluta ispirazione. Continua la lettura di Yves Klein l’enorme Blu

Bellissimo profondissimo cielo

René Magritte

di Arnaldo Éderle

 

Bellissimo profondo
cielo.
Di lì guardavo l’infinito
pieno di nulla, pieno di
tutto.
E il mondo
era tutto qui giù con me.
E il collo di una
bottiglietta sul mio tavolino
puntava verso l’alto
per succhiarselo tutto
nella sua piccola pancia. Continua la lettura di Bellissimo profondissimo cielo

Marcia funebre zoppa

 

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di Arnaldo Éderle

 

La banda suonava sommessa con qualche
strappo di trombone alla fine di ogni cinque
battute, ne veniva una marcia puntata
e lenta, come dicevo sommessa e scura
come il sole al crepuscolo.
Chi l’ascolta marcia lento e pensieroso
a testa bassa e col piede quasi strascicato
sull’asfalto come coloro che faticano
a camminare, ma va senza inciampi verso
il piccolo cimitero dove riposerà l’anima
del povero defunto. Continua la lettura di Marcia funebre zoppa

Che bello il pianto!

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di Arnaldo Éderle

Sì, il pianto è bello, anzi bellissimo,
e quando sgorga non è solo una gioia degli occhi
ma un balzo del cuore, una virgola
una grande virgola che chiude le palpebre
dell’anima fiacca la bocca e gli arti
e ti fa sentire vuoto
dei tuoi insopportabili pensieri. E, forse,
chiude l’ansimo delle tue viscere e dei
gangli corporali, e i canali alliscia
e rompe la chiusura del cerebro e le vene
rallenta e pacifica. Continua la lettura di Che bello il pianto!

La favorita del Sultano

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di Arnaldo Éderle

365 erano le mogli del Sultano,
ognuna con la sua personale camera
da letto, vetri oscurati tende di raso
sanguigno ornate di draghi blu.
Nessuno le aveva già viste nessuno
le conosceva. Era un serraglio senza
alcuna via di uscita, tale quale
una magnifica prigione (ma si sa
le mogli del sultano non hanno uscita
se non alla loro sontuosa morte). Continua la lettura di La favorita del Sultano

Canto per Paola

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di Arnaldo Éderle

Ahi, la vita ti sostiene finché
la luce resta nelle stelle e nel sole
finché l’aria fresca dimora nei polmoni
finché tutto brilla nelle pupille e il cuore
pulsa i suoi piccoli battiti le labbra
s’aprono e si chiudono nella bella lingua. Continua la lettura di Canto per Paola

O Brahms…

di Arnaldo Éderle

O Brahms, continua i tuoi enormi
esercizi di possente musica che entra
tra le tempie di noi piccoli ascoltatori
di noi fitti fruitori della tua
grande arte delle tue lisce
note stese una dopo l’altra come
foglie di tenui e risonanti colori Continua la lettura di O Brahms…

Capricci

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di Arnaldo Éderle

 

Come due arance

Ora faremo il resto, poeti generosi.
Quando s’avvia la macchina dei sogni
potrebbe sembrare la mia. Continua la lettura di Capricci

Su “Poemetti e Racconti in versi” di A. Éderle

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di Cristiana Fischer

A una prima lettura “Poemetti e Racconti diversi” coinvolge nell’incalzare degli argomenti, per la viva colorazione affettiva, per gli incanti descrittivi e naturalistici. Oltre questa luminosa superficie il libro mostra la sua unità di fondo: la scrittura fluida e continua, il periodare ampio, il frequente interrogarsi e catturare l’attenzione di chi legge, perché l’autore gli parla, gli descrive quello che sta vedendo (“Tre e mezzo, la discesa scende fino/a mezza costa, case nude senza uomini”), gli espone riflessioni, ricordi (“Ecco, ritorna il suono, ecco/torna il colore lo splendore”), si mostra con la sua esperienza di vita e la maturità raggiunta, la sua psicologia e filosofia. Continua la lettura di Su “Poemetti e Racconti in versi” di A. Éderle