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Appunti politici (10): Su “Comunismo di F. Fortini”. Una polemica con C. Fischer

di Ennio Abate

Replico  ai commenti lasciati da Cristiana Fischer sotto i post che ho  dedicato a «Comunismo di F. Fortini» (qui, qui e qui). [E. A.]

1.
No, non credo si tratti  di pignoleria ma semplicemente di anticomunismo quasi viscerale (che è per me il peggiore). I tuoi commenti svelano, infatti, molto del tuo atteggiamento verso Fortini, un autore che conosci poco, e il suo marxismo. Rigettano, infatti, in un sol colpo il concetto e la parola ‘comunismo’ e l’interpretazione che ne dà Fortini nell’articolo in questione. E hanno un intento preciso: sbarazzarsi dei problemi che quell’idea e quella storia (novecentesca) potrebbero ancora riportare a galla.
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Su “L’adatto vocabolario di ogni specie” di Alessandro Silva

Illustrazione di Giovanni Munari

di Luigi Paraboschi

La storia del cammino dell’umanità ( non solo nel nostro paese ) è ricca di esempi di disastri ecologici. Da Seveso a Casalmonferrato, da Cernobil a Fukuyama, per citare quelli più noti, ogni tanto il mondo si è imbattuto in qualche strage dovuta al prezzo da pagare al progresso, ma il disastro di Taranto ed in particolare al quartiere Tamburi vicinissimo a quella che un tempo di chiamava Italsider e successivamente  Ilva, è qualcosa che si avvicina moltissimo allo sterminio di massa della popolazione condotto in modo silenzioso e che si  è perpetrato negli anni.

Ogni tanto i giornali ne riparlano. In questi giorni sta succedendo. Pare che finalmente i cosi detti “ saggi “ ( i commissari addetti al salvataggio dell’azienda in questione ) abbiamo valutato le varie offerte pervenute e deciso di assegnare la fabbrica, commissariata dal 2013 , alla cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia per l’ammontare di 1,800 miliardi. Continua la lettura di Su “L’adatto vocabolario di ogni specie” di Alessandro Silva

Da “La solitudine di Schenk”

Edizioni d’arte L’Arca Felice, collana “Coincidenze” a cura di Mario Fresa, 2017

di Paolo Rabissi

Indicazioni

…a ben vedere non c’erano obblighi
solo inviti, indicazioni di percorso.
Eppure qualcuno si sentiva addosso
un destino, come una condanna.
Si interrogavano i più, segno
che la questione importava,
se la libertà nel cammino era totale.
I giovani, usciti dal liceo,
ne parlavano per strada
tra un semaforo rosso e l’altro Continua la lettura di Da “La solitudine di Schenk”

I quaderni di Italo VI

camalli
di Italo Lo Vecchio

Oggi ho fatto un sondaggio ai pesci del mio acquario. Ho domandato loro dove pensassero di trovarsi. I pesci più giovani, quelli nati in cattività, mi hanno risposto che stanno nuotando nel rio delle Amazzoni. I pesci più vecchi, invece, quelli che hanno avuto esperienza del prima, mi hanno detto che lì si sentono un po’ stretti, e che c’è qualcosa che non va. Continua la lettura di I quaderni di Italo VI

Diritti del lavoro? Solo se universali …

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DIALOGANDO CON IL TONTO (6)

di Giulio Toffoli

Questo intervento assieme agli altri della rubrica «Dialogando con il Tonto» e a quello di Cremaschi, che l’hanno preceduto, continua, come i lettori di Poliscritture si saranno accorti, la riflessione su quel che accade nel sindacato. Il quale sta attraversando nel suo complesso una crisi di rappresentatività, figlia del generale arretramento delle politiche capaci di governare l’economia e dare centralità al lavoro. Tutti crediamo che una discussione sul suo ruolo sia indispensabile. Innanzitutto per evitare il progressivo azzeramento dei diritti e delle tutele dei lavoratori; e, se possibile, per invertire la rotta. Giulio Toffoli preferisce condurla mediante la satira, un genere corrosivo e irriverente che ha accompagnato la storia della letteratura dai classici ad oggi. Ci sentiamo di precisare che le opinioni del Tonto, come quelle di chi vorrà dialogare con lui – cosa già accaduta nella redazione – sono soltanto alcune delle tante possibili e non pretendono di essere la sintesi sulla questione sindacale dal punto di vista dell’intera redazione di Poliscritture. Che non è la sede per mediare le opinioni ma per discuterle – speriamo – in modi produttivi, anche quando esse appaiono distanti. [L. C.]  Continua la lettura di Diritti del lavoro? Solo se universali …

Lotta a morte

La Grassa  lotta a morte 1

di Franco Nova

Camminava davanti a lui, goffa. Era piuttosto obesa o comunque grassoccia, il sedere dondolava a destra e a sinistra; ed essendo grosso e pesante, squilibrava l’andatura, la rendeva quasi zoppicante. Anche da dietro si vedeva che non era certo una bella donna, a parte la lunga chioma fluente, nera corvina, che copriva una schiena lasciata nuda dal leggero vestito estivo, assai probabilmente altrettanto ampiamente scollato sul davanti. Colui che la seguiva pensò che le carni dovevano essere ben flaccide, sarebbe stato assai meglio coprirle. Tuttavia, un impulso che non aveva nulla di irresistibile lo obbligava a seguirla. Sarà forse stato perché era di strada per l’ufficio dove si stava recando a svolgere il suo lavoro, che a quel punto gli parve però più noioso del solito; tutto sommato, rallentare l’andatura, per non superare quel grassoccio bambolotto che procedeva nel suo stesso senso, gli parve preferibile, una sorta di rilassamento prima di sedersi al tavolo e affannarsi a pensare a ciò che lo affaticava e lo rendeva torpido ogni giorno di più. Continua la lettura di Lotta a morte

(domani, 2014)

Roma

di Anna  Cascella Luciani

 

 

– domani
gli amici in viaggio –
S. a Venezia – appena
il tempo per un’ombra
di bianco – così si chiamava
negli anni ’70 un bicchiere
di vino – poi di corsa
ancora il lavoro
a Milano – a Napoli –
a Roma – F. a Roma Continua la lettura di (domani, 2014)