Diario | cronaca letture | 1980 (1)

di Ennio Abate


SETTEMBRE 1980

Cesare Pianciola,
Addio al proletariato? La nuova cultura politica francese
Unità proletaria settembre 1980

Analizza con simpatia le più recenti posizioni di André Gorz da un’ottica che rivaluta il contributo di Sartre: critica del concetto di classe (vedi il manifesto rivista, estate 1969) e di dittatura del proletariato.
Di Gorz Pianciola condivide: 1. l’analisi materialistica dei lavoratori concreti; 2. l’analisi della frammentazione del proletariato negli anni ì70. Critica invece: 1 l’ideologizzazione del ”non lavoro”; 2. la sottovalutazione della possibilità di contestare l’organizzazione capitalistica del lavoro; 3. l’abbandono  del problema della transizione a favore di una concezione dualistica (e dai confusi sviluppi) della società, che  divide  in una” sfera dell’eteronomia” e in una dell’”autonomia”.
La polemica (sfumatissima) mi pare rivolta all’impianto ideologico dell’Autonomia.

Emilio Agazzi
Ragionevoli proposte per trattare la “crisi del marxismo”
Unità Proletaria settembre 1980

Saggio deludente. Un esempio di marxismo accademico. Eco troppo distorto del dibattito fra i marxisti “universitari”. Gran parte dell’articolo se ne va per scolastiche considerazioni metodologiche, che trovo troppo pacate rispetto alla drammaticità degli eventi (anche teoric)i che affronta. Il criterio per scegliere fra i vari marxismi è poco convincente: il marxismo sarebbe da considerare una metodologia (una  metascienza). Mi pare  un accorgimento per mettere  il marxismo al riparo dalle critiche mosse da varie parti su aspetti di fondo: teoria del valore-lavoro, socialismi reali, nuovi soggetti sociali e nuovi bisogni. Ma una scienza che si occupa della società come il marxismo può, di fronte ai fallimenti pratici, non essere coinvolta nella condanna? Soluzioni? Rinnegare il marxismo? Significherebbe un ritorno al medioevo? Ci si ritroverebbe per forza in compagnia del papa?

 Liliana Lanzardo
Panzieri
Unità Proletaria settembre 1980

Una riflessione-bilancio di una operaista in crisi. Riafferma il valore anticipatore della ricerca di Panzieri. (Il merito: aver individuato l’operaio massa come nuovo soggetto politico). Nega che, dopo di lui, ci siano stati  sostanziali sviluppi.È  molto scettica nei confronti della militanza di partito: “non mi restano che gli spazi della ricerca storica” (conclusione).

 Un’epoca post strutturalista
Unità Proletaria settembre 1980

Vengono date indicazioni per lo studio di Sartre (soprattutto il Sartre  studioso di Flaubert e dell’incontro con Marx (da L’essere il nulla a Critica della ragione dialettica).
Di Sartre viene apprezzato  lo sforzo di uscire dall’ego per ricostruirsi e  non perdersi nell’”esperienza limite”. Necessaria  premessa per una fusione ben riuscita (non alienante) col soggetto collettivo( la classe operaia?). È in polemica  con i teorici della fine del soggetto: Sade, Nietzsche, Bataille, Foucault.

 

Umberto Eco
Che genere di lupi?
alfabeta luglio agosto 1980

è un garantista coi fiocchi, uno che consiglia in modo intelligente il potere su come sia possibile rimediare alle sue gaffes. Riconferma: Eco è un intellettuale viziato. In guardia.

 Piero Lavatelli
L’osservazione diretta
alfabeta luglio agosto 80

Prende spunto dal libro di Stephen Marcus ( Engels, Manchester e la classe lavoratrice, Einaudi 1980).  Sottolinea l’importanza di una  letteratura come attività che non si esaurisca nei giochi linguistici ma che sia un’operazione che pretenda dignità di conoscenza. Ipotizza uno scambio fra letteratura e sociologia.

Costanzo Preve
Dopo l’operaismo
alfabeta luglio agosto 1980

Critica l’ultimo Tronti, il Tronti” flessibile” post ’77.  Che ha svolto la funzione del  grande riciclatore di  migliaia di estremisti pentiti. assieme al filosofo Cacciari e allo storico della letteratura Asor Rosa.
Preve critica tutto il filone operaista, per lui caratterizzato dal rifiuto della problematica della transizione. Distingue, però, gli operaisti di destra (teorizzatori dell’autonomia del politico gestita da un ceto professionalizzato e specializzato di politici disincantati e maxweberizzati) da quelli di sinistra (che hanno imposto alla critica dell’economia politica marxiana una iperbolica torsione soggettivistica).
Contro l’inganno dell’autonomia e del politico segnala l’ultimo libro di Illuminati, Gli incanti di Sarastro, Einaudi 80. E di Illuminati condivide anche le critiche ai teorici “sovrastrutturalisti” (Offe, Stame, Ferrajoli, Zolo). Elogia, invece, le posizioni di Mario Vegetti (su aut-aut 175-176) che ha criticato i teorici del pensiero negativo: Vattimo ( per la sua “deresponsabilizzazione estetizzante”)  e Cacciari (per la sua “autoresponsabilizzazione decisionista”). Per Preve il marxismo si è “ridecomposto nei suoi vari pezzi”. È un bene. La strada per uscire dalla vecchia configurazione è riassunta nello slogan “con Marx, oltre Marx”.

 

 

1 pensiero su “Diario | cronaca letture | 1980 (1)

  1. Sarà anche stato marxismo accademico… ma è stato comounque un modo per avvicinarsi al marxismo, allora, per chi, come me, niente ne sapeva…

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