Archivi tag: Luigi Paraboschi

Dieci poesie da ” … e ci indossiamo stropicciati”

di Luigi Paraboschi

con gli APPUNTI DI LETTURA di Ennio Abate

 

Cerchi ancora la pietra d’angolo

Cerchi ancora la pietra d’angolo
uno scoglio sul quale edificare
ti lasci scarnificare da relitti
che pensavi sepolti nel cemento
in un punto profondo dell’oceano. Continua la lettura di Dieci poesie da ” … e ci indossiamo stropicciati”

Su “Gli obbedienti” di Francesca Del Moro*

di Luigi Paraboschi

Con un abile haiku l’autrice lancia una provocazione rivolta anche a se stessa, e che io ho inteso anche rivolta  a tutti noi che in un modo o nell’altro andiamo conversando – non sempre in modo equilibrato – attorno a questo argomento : l’arte.

Essa scrive:

Se invece l’arte
fosse l’oppio dell’occhio
che non sopporta ?
 
ed è come se questa breve sequela di tre versi anziché figurare oltre la metà di questo volume, cioè dopo le numerose riflessioni politico-letterarie fatte, fungesse da “ prefazio “ a quasi un centinaio di poesie che si caratterizzano per il loro impietoso  giudizio nei confronti dei tanti aspetti che  assume il lavoro precario in questo nostro tempo. Continua la lettura di Su “Gli obbedienti” di Francesca Del Moro*

Su “Il mondo come un clamoroso errore” di Paolo Polvani

 di Luigi Paraboschi

Con questa raccolta edita da “Pietre vive”, Polvani, già noto per numerose altre pubblicazioni poetiche di valore, ha espresso tutta la sua filosofia di vita dentro il titolo stesso : il mondo è – a suo parere – il frutto di una serie di colossali sbagli, e attraverso  poco più di una trentina di testi, tenta di convincere il lettore della validità della sua affermazione, dalla cui concretezza siamo talvolta tutti persuasi a seconda delle nostre formazioni etiche, politiche o religiose. Continua la lettura di Su “Il mondo come un clamoroso errore” di Paolo Polvani

Su “PARTITA Penelope” di Simone Di Biasio

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di Luigi Paraboschi

Come appare dal sottotitolo (monologo in versi) questa breve silloge  di poesie si può definire “ monologo “ in  quanto l” IO narrante è quello di Ulisse,  sgomento e abbattuto  di fronte alla scoperta che al suo ritorno dopo venti anni,  la  consorte tanto vagheggiata nel tempo,  se ne è andata ,  come si legge nel suo cantare  sconsolato :

                                      ma io aspetto qui la tua assenza /  aspetto su questo sradicato ulivo la tua essenza

Confesso che a me,  uomo del nostro tempo ma ancora memore di ricordi scolastici, la figura di questo guerriero  un poco troppo furbastro non ha mai convinto completamente. Continua la lettura di Su “PARTITA Penelope” di Simone Di Biasio

Per chi scrive Poliscritture?

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Non è la prima volta che vari amici, a cui ho segnalato l’attività di POLISCRITTURE, visitato il sito, di fronte a certi articoli si sono lamentati della loro lunghezza o dello spazio concesso a “scritture troppo difficili” e che – dicono ironizzando – non si rivolgono certo al “popolo”. Non voglio fare orecchio da mercante e, pur sapendo che la questione è quasi irresolubile, la ripropongo nuovamente alla discussione, prendendo lo spunto da una una mail appena ricevuta  dall’amico Luigi Paraboschi.  Pur non concordando con alcune delle sue opinioni, la ritengo preziosa. Perché dice  con schiettezza cose che di solito si pensano e non si dicono. Gli ho chiesto perciò l’autorizzazione per  pubblicarla. Spero che ne nasca una, magari accesa, ma utile discussione. Tanto più che come redazione di POLISCRITTURE il prossimo 8 ottobre c’incontreremo a Firenze proprio per fare il punto sugli obiettivi della nostra rivista (cartacea e on line). Ecco qui sotto il testo della mail di Luigi. [E. A] Continua la lettura di Per chi scrive Poliscritture?

Tre poesie

Maid of the mist
Maid of the mist e cascate del Niagara

di Luigi Paraboschi

con una nota di Ennio Abate

 

Il fiume San Lorenzo

Il fiume San Lorenzo corre veloce
tra le rocce prima del Ferro di Cavallo
e poi si schianta nel salto
dentro la nebbia d’acqua
ove galleggia microscopico un battello
dal nome ” Maid of the mist “. Continua la lettura di Tre poesie

Note a margine della lettura di alcune poesie di Fortini

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di Luigi Paraboschi

Intervenendo sull’articolo di Abate in merito alla presentazione della raccolta delle poesie di Fortini a Milano l’ ho definito più un “ intellettuale che un poeta “ ma avrei dovuto aggiungere “ di sinistra “ usando questo aggettivo nel senso che la nostra generazione ha sempre rivendicato per i pensatori che sentiva appartenere ad una matrice ideologica un tempo alquanto diffusa nella cultura che contasse qualcosa, non avendo mai avuto, la destra,- a quanto sia dato ricordare,- una corrente di scrittori altrettanto valida ed influente nel pensiero di quegli anni . Continua la lettura di Note a margine della lettura di alcune poesie di Fortini

Un’Atala nera………

ATALA a freni interni (12)

di Luigi Paraboschi

Era un’ Atala nera, versione “ turism “oggi si direbbe , il mezzo
che dopo la guerra l’ amministrazione comunale ti assegnò
per gli spostamenti verso le frazioni, e ti accompagnò,
-spesso condotta a mano- come una parte del tuo corpo,
fino alla pensione, e mamma quando mandava me a rintracciarti
diceva “ sèrca la biciclétta, al sarà al Venezia a zugà al bucc’ ” . Continua la lettura di Un’Atala nera………

Poesie

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di Luigi Paraboschi

Ibrahim ha letto Chatwin

e Sara disse “ siamo vecchi, resta “,
poi Agar mi sussurrò “ ti darò un figlio,
portami con te “, ma io mi leverò da questo letto
senza abbuffarmi sopra i suoi fianchi ad anfora
e muoverò i passi prima che il sole sia,

non lascerò fuggire un giorno cosi azzurro. Continua la lettura di Poesie