Archivi tag: Louis Althusser

Peripezie di una lettura

Tabea Nineo, disegno con Paint 2016

Con una Risposta di Angelo Australi

di Ennio Abate

Caro Angelo [Australi],

il ritratto che ci hai dato di Davide Lazzaretti (qui)  recensendo il romanzo di Simone Cristicchi, “Il secondo figlio di Dio”   e i commenti  al seguito hanno suscitato in me dubbi, inquietudini e una certa stizza per l’apprezzamento  speranzoso  verso  i movimenti dal basso legati a precisi  luoghi che tu, Aguzzi e Locatelli avete espresso. Non  sono certo che, a partire dalla figura di Lazzaretti, tu abbia voluto delineare una proposta  culturale e politica per l’oggi. Alcune tue affermazioni[1]  e un successivo commento[2] me l’hanno fatto pensare. Ma, così non fosse, sento  una proposta del genere aleggia nell’aria di questo nostro tempo. Ed allora ho voluto approfondire, riprendendo in mano vecchi libri,   per chiarire innanzitutto a me stesso le ragioni  della mia  reazione. Che avevo del resto già anticipato  in una replica ad Aguzzi (qui) dichiarando al contempo simpatia e riserve. Ora, con questo riepilogo delle mie peripezie di lettore  le  preciserò analiticamente.

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Appunti politici (5) : André Tosel sull’ultimo Althusser

di Ennio Abate

Mi è capitato oggi di leggere un impegnativo saggio di André Tosel, «Althusser e la storia» (http://ojs.uniurb.it/index.php/materialismostorico/article/view/608/559). Tratta dell’ultima fase dell’attività di pensatore del filosofo francese «dopo l’ uccisione della moglie nel 1980 e dopo il suo ingresso nella notte dei morti viventi». Tosel ragiona su un testo postumo del filosofo, «La corrente sotterranea del materialismo dell’incontro», che faceva parte di un dossier di materiali  per un’opera non redatta». Ho pensato di  proporre questo lungo brano per due motivi: – avere, attraverso il dramma di Althusser, un quadro più vivo di quanto sia stato tragico il prendere atto del tracollo di un mondo teorico (marxista) che non riesce più a pensare le trasformazioni del mondo e del suo tentativo disperato di continuare a  pensarlo; – dare profondità alla nostra discussione su Trump e il trumpismo. Leggerei lo stralcio  dal saggio di  Tosel, che intitolerei “Limiti della teoria marxista e globalizzazione come «mondo senza centro»”,  anche in riferimento al punto 1 del mio commento (qui),  dove ho scritto: « Se è venuta meno tutta una cultura marxista (o quantomeno laburista) e il politichese o il sindacalese degli anni ’70 del Novecento è diventata *lingua morta*, che senso ha fare « il mea culpa per aver abbandonato un intero universo sociale, quello del lavoro e dello sfruttamento»?». [E. A.]

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