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Alberto Rizzi

In Derive senza approdi si percepisce invece la necessità di cogliere il senso del nostro andare, di soffermarci nel silenzio in profondo ascolto con la natura. In basso/lo spacco nel betòn/mostra traccia d’erba/impronta che convien seguire/fino a tornare dentro/Dentro.

Sono versi che prendono in considerazione la distanza formatasi in questi ultimi tre secoli tra uomo e natura. La soluzione che propongo è quella di mettersi in ascolto con la natura, cercare di comprenderla di nuovo attraverso il continuo viaggiare sul piano fisico. Questo ci porterà necessariamente a guardarci dentro; e dovrebbe permetterci di proiettare poi quello che abbiamo dentro in maniera etica sull’esterno.

Da http://www.independentpoetry.org/2019/10/22/intervista-a-cura-di-michele-paoletti/

Tutti assenti

Romanzo tragicomico che racconta in prima persona la storia del primo anno d’insegnamento di un giovane supplente di Lettere con qualche ambizione artistica e della scuola di campagna dove è approdato. I personaggi che lo animano si muovono sulla pagina come presenze in carne e ossa. Tutti inadeguati, consumati, a volte evanescenti, popolano un mondo rimasto sullo sfondo della modernità, come il bidello-scrittore Celestino (che possiede il dono dello  svedere), il professor  Sciarra  (misogino  e  intrattabile), la vicepreside (anzi,  Arcipreside), gli insegnanti ibernati e i genitori rinunciatari. Tutti assenti con la sua scrittura scanzonata e fortemente umoristica, è stato segnalato alla XXXI edizione del Premio Calvino «per il notevole talento linguistico e per l’acuta intelligenza con cui si tratteggia un disilluso quadro dell’odierna istruzione di massa e, sotto traccia, della società italiana nel suo insieme».

Racconti

Si gioisce e si soffre, si aggiunge ricchezza alla vita o la si spreca, ma sempre superando la limitatezza del solo rigore: sia intellettivo che morale. La vita non va certo vissuta da folli, ma la follia (cercata, voluta) aggiunge senso alla vita, la rende più spendibile; si respira infine a pieni polmoni.

Alcuni racconti di questo libro sono stati pubblicati su POLISCRITTURE con lo pseudonimo di Franco Nova.
Dalla settimana prossima, massimo il 17, il libro sarà ordinabile on line (Amazon, IBS, ecc.) e in libreria. O direttamente a Piazza Editore, e-mail: info@piazzaeditore.it; tel 0422-1781409. Il sito è www.piazzaeditore.it

Gianfranco La Grassa, docente  di Economia politica nelle Università di Pisa e poi di Venezia. Ha seguito corsi di specializzazione, fra cui quello alla Svimez (Roma) e all’Ecole Pratique des Hautes Etudes (Parigi). Ha scritto circa una sessantina di libri (una decina con altri autori) e centinaia di articoli su riviste italiane e straniere, tra cui Tarzan vs Robinson (2016, Piazza Editore). Ha avuto traduzioni in alcuni paesi europei e del Sud America. 

Anni ’70

Sta per uscire.

Ciao a tutti, il prezzo partirà dal costo di stampa +IVA e sarà intorno ai 6 euro.il libro è con copertina a colori, brossatura e di 58 pagine.Chi volesse prenotarne copie mi scriva a: poliscritture@gmail.com [E.A.]

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POLISCRITTURE Articoli del dicembre 2019

Cari amici e care amiche,

In questo mese di dicembre Giulio Toffoli ha concluso il  suo ciclo  di presentazioni sul cinema muto tedesco, Angelo Australi ci ha parlato del Menocchio di Carlo Ginzburg e raccontato del primo incontro organizzato da “La Casa degli Strani”, Donato Salzarulo  ha commentato i “Sudari” del pittore Enzo Elefante,  Antonio Sagredo ci ha fatto conoscere Vladislav Vančura, Marisa Salabelle ha riferito su una nuova  scandalosa e antiperbenista iniziativa di don Massimo Biancalani a Pistoia.  A sorpresa  sono arrivate due raccolte poetiche: quella di Giorgio Mannacio, commentata da me ed Ezio Partesana, e quella del giovane Antonio Pizzol.  Io ho completato una riflessione su “Hybris” Gianmario Lucini e inziato a riordinare il mio “Narratorio grafico di Tabea Nineo”. Il clima politico mi sembra sempre più plumbeo e scoraggiante  e anche l’anniversario della  strage di Piazza Fontana è  rimasto in sordina.  E il 2020  promette nuove rovine.  Teniamoci lucidi  e attenti  e non facciamoci azzittire. Chi ha qualche buon pensiero faccia lo sforzo   di diffonderlo. Buon anno comunque

Ennio Abate

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