Archivi categoria: Segnalazioni

Alberto Tomiolo

AVVISO DELL’AUTORE

   Questa Raccolta Differenziata, a parte l’allusività “ecologizzante” del titolo, assolve ad una semplice finalità ordinatrice: non presume di mimare una corposa “opera completa”, ma non  rinuncia tuttavia ad un essenziale apparato “documentale” di supporto per dar corpo, diciamo così, ad una diligente archiviazione editoriale di tutto il mio lavoro poetico senza che ciò intasi la già tracimante mappatura della letteratura in versi del secondo Novecento.

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Una storia di Avanguardia Operaia (1968-1977)

Oggi 11 febbraio esce il libro VOLEVAMO CAMBIARE IL MONDO “Storia di Avanguardia operaia” (Mimesis ed.) a cura di Roberto Biorcio e Matteo Pucciarelli  e con la Prefazione di Giovanna Moruzzi.

Tutte le interviste dei militanti di AO, solo in parte utilizzate nel libro, si trovano al link: http://www.comune.bologna.it/iperbole/asnsmp/interviste.html della Fondazione Marco Pezzi di Bologna, dove si trovano anche alcune istruzioni per poterle leggere.

 

La presentazione del libro avverrà lunedì 22 febbraio alle 17.30 necessariamente on line. Introdurrà Luigi Ferrajoli. 

Il libro si può comperare in libreria, su Amazon e sul sito della casa editrice www.mimesisedizioni.it  al costo di € 20.

Angelo Lumelli

 

Il nuovo libro di Angelo Lumelli è il risultato della riscrittura della sua opera poetica. L’autore ha definito l’operazione una “ripronuncia”, che vale come un nuovo dire, un tornare alla voce, a un magico daccapo, e con ciò mandando all’aria una delle poche cose
certe della letteratura, il fatidico “testo”, quanto di più sacro e intoccabile, allorché, diventato “figura”, impone di non essere sfigurato. Invece, un lavoro accurato di scavo, di rimozione, di sostituzione ha investito le pagine del passato – anche di quello recente –
lasciandole nuove. Ha salvato solo i titoli: cosa bella cosa, trattatello incostante, bambina teoria, seelenboulevard1… Quindi è un libro inedito, ed è un libro della vita.

( Da Destinazione e origine. Per un’introduzione all’opera di Angelo Lumelli di Eugenio Gazzola)

  • Il libro edito da IL VERRI è reperibile on line

 

Un ricordo di Cecilia Mangini

di Lorenzo Pallini  su L’OSPITE INGRATO

“Nella foto che le ho scattato a Firenze qualche anno fa, Cecilia stringe a sé con un leggero sorriso una copia della prima edizione di Una volta per sempre del 1963. Come recita la dedica all’interno, il libro è stato donato da Fortini ai «compagni di sventura» Lino Del Fra e Cecilia Mangini, con i quali aveva condiviso la lunga lavorazione di quello che avrebbe dovuto essere, dopo l’avventura di All’armi siam fascisti! del 1960/61, il loro secondo film insieme, La Statua di Stalin.”

 

Un ricordo di Franco Loi

di Giuseppe Natale

Quando muore un poeta, muore un amico dell’umanità. Ci ha lasciato il poeta e critico letterario Franco Loi, che avrebbe compiuto 91 anni il prossimo 21 gennaio.

E’ sicuramente il maggiore poeta in dialetto milanese e lombardo, che ha saputo ereditare da Porta e Tessa e reinventare con straordinaria creatività e fantasia. Ha dato voce agli ultimi, a coloro che faticano per guadagnarsi il pane quotidiano, agli emarginati e ai fragili, alle persone di grande saggezza e di forti sentimenti di autentica umanità. Continua la lettura di Un ricordo di Franco Loi

Giorgio Galli. Una nota di commiato

 

di Giorgio Riolo

I necrologi non sono solo tristi occasioni. Beninteso, sono tristi sicuramente e chi rimane è preso dallo sconforto per le continue perdite di punti di riferimento, di notevoli e preziose persone, amiche e compagne di percorso. È nondimeno anche l’occasione per riandare con la memoria e per riattualizzare e valorizzare momenti, fatti, acquisizioni nella vita personale e nella vita collettiva. Importanti, vive, proiettate in avanti. Continua la lettura di Giorgio Galli. Una nota di commiato

Alta Irpinia: ultima chiamata

 

di Michele Panno

Ne abbiamo parlato durante l’estate. A 40 anni da quel tragico 23 novembre 1980, dal terremoto che colpì l’Irpinia, la situazione sociale dei cosiddetti “paesi dell’osso” è allarmante: si assiste ad un loro progressivo spopolamento e invecchiamento. Il post-terremoto rappresentò il più grande investimento di spesa pubblica nel Sud: 70 mila miliardi di vecchie lire. Inizialmente i comuni da ricostruire erano soltanto 16, quelli del cosiddetto “cratere”; successivamente diventarono 650, comprendendo anche Napoli e Salerno. In Irpinia furono investiti 6500 miliardi col risultato, tutt’altro che entusiasmante, di vedersi i centri storici distrutti. Oggi l’Irpinia è un mare di pale eoliche che non portano alcun beneficio agli abitanti e ogni anno 300 giovani fanno la valigia per emigrare.  Ne abbiamo parlato durante l’estate con gli amici. Ne ho parlato con Michele Panno, che ora ha 81 anni, ma allora ne aveva 40 di meno ed era impegnato insieme ad altri a dare alla ricostruzione un’altra prospettiva. A proporla, almeno. Continua la lettura di Alta Irpinia: ultima chiamata

Anna Maria De Pietro. In morte

E quella rosa d'inverno come mi ricorda le mie Rose conquistate!
Rose di Praga fra la neve imminente rose di Keplero e di pietra!
Annamaria è un Vesuvio di rose! Rose di lava vesuviana!
Lingue di lava di rose! Rose che vincono tutte le battaglie!
Dialetto rossolavico di rose rosse e invernali e non so che dire altro
Rose dei crocicchi, dei trivi, rose sfogliate e invogliate, rose - su tutto!
                                                     (Antonio Sagredo)

Su Poliscritture: Intervista  di E. A.  a Annamaria De Pietro del 19 maggio 2015 (qui)

Tre prose da “Fughe”

 

di Velio Abati

 

Invito

Le prose qui raccolte lambiscono la gestazione del romanzo Domani e si dispiegano nel  secondo decennio, concluso dallo squarcio di verità di una sconosciuta frattaglia di men che vita. Con soffio leggerissimo ha traversato ogni confine biologico, nonché umano, a rammentare soprattutto a noi della parte di mondo che conta, i civili padroni, l’ordine delle cose, che nessuno può disfarsi della propria ombra, che la notte, mentre il giorno ancora affatica il sonno, alta nel cielo canta l’allodola.

Se scritti morali si uniscono ad altri narrativi fino a includere passi in versi che incrociano Questa notte, non è per sprezzo dei generi, perché anzi riconoscono il valore risignificante e la forza interdittiva di cui storicamente ciascuno si è incarnato, ma a imporlo è stato proprio il medesimo amore di verità.

Allo stesso modo, alla dispersione pulviscolare degli eventi dell’esistenza da cui le prose muovono, tenta di contrapporsi la spinta a un orizzonte di senso che genera sull’insieme effetti d’eco.

Giudicherà chi legge, se all’intento corrisponde il risultato, o se l’oscurità dei tempi ha meglio messo a nudo la mia debolezza.

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