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Economisti d’oggi. Su “Democrazia sotto assedio” di Brancaccio



(dalla pagina FB di Sandor Kopacsi: https://www.facebook.com/sandor.kopacsi.5)

a cura di E. A.

Stralci:

1.
Innanzitutto, Brancaccio non casca nella trappola campista tipica della sinistra italiana oggi, in cui o sei un fan della BCE o sei un sovranista che vuole affondare i barconi dei migranti. È spiegato molto bene come questa dicotomia sia del tutto falsa e sia solo un modo con cui la sinistra italiana si fa dominare da questo o quel pezzo della classe dominante. Contro i primi spiega che si tratta di “codismo che va scongiurato” che consiste nel “mettersi sulla scia dei grandi capitali e delle loro rappresentanze politiche”; dei secondi tratteggia “il continuo vezzeggio del cosiddetto ceto medio” che “porta ad assecondare ogni possibile “reazione” piccolo borghese”; Continua la lettura di Economisti d’oggi. Su “Democrazia sotto assedio” di Brancaccio

Hanno scritto su POLISCRITTURE nel 2021

 


Ennio Abate  
Addii 

Angelo Australi Dyane sei

Mauro Armanino   Voltiamo pagina

Claudia Azzola Dove finì il grande cammino di Wallia

Dario Borso La storia di un partigiano

Roberto Bugliani Sine titulo

Paolo Carnevali Un’isola sempre più inaccessibile di questo pianeta

Franco Casati Le rondini

Mariella De Santis Da un intenso silenzio

Paolo Di Marco l’anno scientifico in pillole: barriere infrante

Luca Ferrieri La proprietà intellettuale è nemica della libertà intellettuale…

Cristiana Fischer Turbolenze

Marco Gaetani Sartre fuori moda

Elena Grammann Parole straniere. Quattro sonetti di Ann Cotten

Annamaria Locatelli Infanzie

Giuseppe Natale Mattarella e il governo di “alto profilo”

Ezio Partesana Spiegarsi

Giorgio Riolo Un mondo di mondi

Franco Romanò Sraffa e il valore

Antonio Sagredo Bistrot

Donato Salzarulo Mio figlio andrá a scuola

Rita Simonitto  “La bisaccia del diavolo“

P.s.
Di sicuro nella lista manca  qualcuno/a.  Buon anno, comunque.

Un nuovo libro su Fortini

Ombre Corte
NOVITA’ | gennaio 2022
Giuseppe Muraca, L’integrità dell’intellettuale. Scrittu su Franco Fortini
Franco Fortini è stato uno dei maggiori intellettuali italiani ed europei della seconda metà del Novecento. Nato a Firenze nel 1917 e morto a Milano nel 1994, nel corso della sua attività ha partecipato ad alcune delle imprese intellettuali più rappresentative della sinistra critica ed eterodossa del suo tempo (basta pensare alle riviste “Il Politecnico”, “Ragionamenti”, “Officina”, “Quaderni piacentini”, alla casa editrice Einaudi ecc.). Polemista, critico letterario (anche se questa definizione gli sta abbastanza stretta), saggista, traduttore e organizzatore culturale, Fortini è stato anche uno dei più importanti poeti della sua generazione (che conta personalità di grande rilievo come Sereni, Luzi, Zanzotto, Pasolini, Roversi, Giudici). Da Foglio di via (1946) a Composita solvantur (1994), i suoi libri di saggistica e di poesia hanno scandito, con calcolata e regolare cadenza, le diverse fasi del secondo dopoguerra, contribuendo in maniera determinante al rinnovamento della cultura italiana e del pensiero marxista.
In questo suo nuovo lavoro, che raccoglie vari scritti maturati nel corso degli anni, Giuseppe Muraca attraversa e interroga con passione alcuni dei momenti più significativi del lavoro culturale e letterario di uno dei più grandi scrittori e intellettuali del Novecento.
Giuseppe Muraca è critico letterario e saggista. Ha fondato e diretto la rivista “L’utopia concreta” e ha fatto parte della direzione delle riviste “InOltre” e “Per il ’68” e della redazione del giornale “Ora locale”. Ha pubblicato vari libri, tra cui Luciano Bianciardi, uno scrittore fuori dal coro (Centro di Documentazione di Pistoia, 2011) e per i nostri tipi: Piergiorgio Bellocchio e i suoi amici (2018), Passato prossimo (2019) e Il giovane Palazzeschi (2021). Ha collaborato e collabora a numerosi giornali e riviste, tra cui “il manifesto”, “Lotta continua”, “Il Grandevetro” e “Dalla parte del torto”.

I problemi di cui non si parla


AL VOLO

a cura di E. A.

Scioperare non è mettere “like”, non è gratis, si perde la retribuzione di quella giornata di lavoro. Cos’hanno da chiedere queste sette milioni di lavoratori il cui sciopero non è notizia?
L’’80% delle assunzioni fatte quest’anno sono a contratto precario. Bisogna tornare ad una -unica- forma di contratto stabile, che dia stabilità per progetti di vita.
Il 90% del gettito IRPEF è dato da lavoratori a contratto, c’erano 8 miliardi da ridistribuire, la maggior parte è andata ai redditi da medi ad alti. Continua la lettura di I problemi di cui non si parla

Piazza Fontana

PiazzaFontana #strategiadellatensione #12dicembre

Con questo primo video prende le mosse la mia nuova serie dedicata alla strage di Piazza Fontana. In sei episodi cercherò di portare alla luce gli aspetti ancora oscuri e inediti della vicenda, attraverso l’analisi comparata delle testimonianze che i protagonisti dell’epoca ci hanno lasciato all’interno di diari, memorie e articoli di giornale. Insieme scopriremo come il dossier Piazza Fontana sia tutt’altro che chiuso.

Ecosocialismo di Michael Lowy

di Luca Chiarei

La gravità della crisi ambientale e climatica ha assunto una tale urgenza che qualsiasi atto politico, strategia, riforma o misura utile ad arrestarla nel suo precipitare, anche solo di un minuto, verso il punto di non ritorno è, comunque, da perseguire. Di conseguenza l’arcipelago dei soggetti politici verdi e ambientalisti dovrebbe organizzativamente convergere in questa direzione, almeno su quegli obiettivi che possono fare da minimo comun denominatore, invece di frammentarsi ideologicamente o generazionalmente. In parallelo con questo sforzo, non è né contraddittorio né accademico riproporre il tema del libro di Michael Lowy ,”Eco-socialismo, una alternativa radicale alla catastrofe capitalistica” (ed. Ombre Corte 2021). Continua la lettura di Ecosocialismo di Michael Lowy