Archivi tag: Lorenzo Galbiati

Su “Immigratorio”. Un’intervista

Pubblico le due parti dell’intervista su “Immigratorio” (Ed. CFR 2011 di Gianmario Lucini) curata da Lorenzo Galbiati e comparse su CARTE SENSIBILI. [E.A.]

clicca QUI per leggere la Prima parte

clicca QUI per leggere la Seconda parte

clicca  QUI  per scaricare gratis IMMIGRATORIO

L’identità di Elly Schlein – o della sinistra?

di Lorenzo Galbiati

Chi è Elly Schlein? Cosa rappresenta? Che leadership potrebbe garantire al Partito democratico, se venisse eletta?

Non so dare risposte precise a queste domande. Conosco troppo poco Schlein. Continua la lettura di L’identità di Elly Schlein – o della sinistra?

Molti (non “tutti”) scrivono, ma perché?

Due domande ad Adriano Barra

 

a cura di Ennio Abate

Riporto da FB spunto e primi commenti per una riflessione sulle cosiddette “scritture di massa” (o poliscritture?). 
o

Adriano Barra
Per una – un po’ inquietante, va detto – tendenza alla semplificazione, io, fra i miei rari amici amici elettronici, passo ormai per quello che sostiene che la letteratura è morta. A forza di sentirmelo dire, ho finito per pensare che devo spiegarmi meglio: urge una correzione, ecco. Dunque, quello che penso io non è che la letteratura è morta, ma semmai che è troppo viva, cioè che ce n’è troppa. Tutti scrivono, e, soprattutto, tutti pubblicano, E poi ne parlano, e poi commentano, e poi si lodano, e poi si imbrodano, e poi se ne hanno a male, se qualcuno dice che non gli piace. È un putiferio, un bailamme, un casino infernale. Così, alla fine, viene solo voglia di fare come i giocatori della nazionale tedesca di calcio – vedi foto -, viene voglia di tapparsi la bocca. I giocatori della nazionale tedesca di calcio dicono che l’hanno fatto per protestare contro l’omofobia del paese che ospita i mondiali. Mah. Quando uno sta zitto corre sempre il rischio di essere equivocato. Ma, visto che si è equivocati anche quando si parla, allora meglio risparmiare il fiato. Meglio tacere. Meglio ascoltare, anzi, forse, nemmeno quello. C’è anche da dire che i tedeschi, poi, hanno perso. Ma forse, anche in questo caso, è meglio così: meglio perdere.

Continua la lettura di Molti (non “tutti”) scrivono, ma perché?

I memoricidi della memoria selettiva

di Lorenzo Galbiati

Nella logica della critica dialogante che Poliscritture ha sempre praticato pubblico questo intervento di Lorenzo Galbiati, pur avendo delle riserve in parte già espresse in un mio precedente confronto con lui (qui). Le approfondirò nel corso della discussione che spero si apra e sia a più voci. [E. A.]

Continua la lettura di I memoricidi della memoria selettiva

Odio, propaganda, critica

Tabea Nineo, Dedicato a Liliana Segre, olio al 7 nov. 2019

a cura di Ennio Abate

Ennio Abate Ieri alle 07:40 · 

“c’è un principio d’odio generalizzato (paragonate il problema migranti con le limitazioni del ‘38 agli ebrei; la alfabetizzazione in aumento; le librerie bruciate; i cori razzisti e le messe sulla tomba di Mussolini) che si muove strisciando tra le case, nel silenzio dei potenti (politici, intellettuali, artisti), sempre e comunque a discapito dei più deboli e della Storia” (Benny Nonasky)

Direi, piuttosto, che c’è un’area politica vasta che utilizza l’odio per i suoi scopi e un’altra che non sa neppure più odiare quelli che l’hanno sottomessa e la stanno distruggendo (vedi – esempio tra tanti – Ilva Taranto). Non è l’odio in sé il problema ma per quali scopi viene governato. [E. A.]

Continua la lettura di Odio, propaganda, critica

Da “A occhi aperti”


Zona Editrice

di Lorenzo Galbiati

Protagonista di questo romanzo di Jean Aquaviva (Lorenzo Galbiati) è un critico d’arte, Daniel Sinclair, che dal quartiere milanese di Brera, dove vive, si muove per l’Europa (Danimarca, Francia) per approfondire i suoi studi su Van Gogh e Toulouse-Lautrec. I quadri dei due artisti lo accompagneranno come numi benevoli in una sorta di processo catartico di formazione, da cui uscirà “ad occhi aperti” più maturo e consapevole. Il primo capitolo, “Tycho Brahe o l’empatia”, presenta un ironico e ben poco platonico dialogo sui massimi sistemi tra il protagonista e la sua amante, alla ricerca di un improbabile equilibrio tra intelletto e corporeità. [E. A.]

Continua la lettura di Da “A occhi aperti”