Archivi tag: Franco Fortini

Dieci anni di IPSILON


Peripezie  di un’associazione culturale a Cologno Monzese

di Ennio Abate


Lavorando al mio Riordinadiario,  ritorno sulle «peripezie di Ipsilon». Ne avevo scritto a caldo già nel 1999 in Samizdat Colognom n. 2 (“foglio semiclandestino per l’esodo”) e poi nel 2009 (qui ). Ad ogni rilettura mi rifaccio le stesse domande: perché  ci dividemmo? era inevitabile? cosa non capii io o non capirono gli altri le altre (qui sopra nella foto)?
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Riordinadiario 1997 (5)

di Ennio Abate

11 novembre

Crisi con  gli  amici  di Ipsilon Fatico a sbrogliare i miei umori viscerali da quelli più politici.  Invidia o difficoltà di affrontare le nostre reali differenze politiche?  Io parlo di una piega “salottiera” di Ipsilon ma in fondo a dividerci è l’atteggiamento verso l’attuale centro sinistra locale. Poi ci saranno anche risentimenti  e delusioni più personali per piccoli sgarbi o  disattenzioni o diffidenze nei miei confronti. Mentre io gli faccio spazio nelle iniziative a cui vengo chiamato a collaborare, essi non fanno lo stesso con me e mantengono ( o sono costretti a mantenere?) separate altre loro attività  da questa di Ipsilon, che facciamo insieme. Oscillo  tra confronto,  mediazione e  voglia di staccarmi per riprendere  più apertamente la mia funzione di dissidente samizdat. Continua la lettura di Riordinadiario 1997 (5)

Anni ’70: memorie non condivise degli sconfitti

a cura di Ennio Abate

Stamattina su FB sopra  questa foto del commissario Luigi Calabresi, ucciso il 17 maggio 1972  a Milano  vicino alla sua abitazione, mentre si avviava alla sua auto per andare in ufficio, ho letto la riflessione di Lanfranco Caminiti:

alzi la mano - chi, tra i militanti rivoluzionari della mia generazione, non abbia considerato un atto di giustizia l'assassinio del commissario calabresi, cinquant'anni fa. non è una chiamata in correità, la mia - un atto di onestà, direi. poi, possiamo dire, oggi, che quella fu "la madre di tutte le battaglie", che eravamo accecati di ideologia, che ci stavamo infilando con tutte le scarpe in un tunnel lungo e buio da cui non saremmo più usciti, che eravamo folli e sanguinari, che stavamo diventando o saremmo diventati uguali e peggiori dei nostri carnefici - sì, carnefici, se ricordiamo la strategia della tensione. e che, vivaddio, abbiamo perso. ma quel giorno - alzi la mano, chi non lo considerò un atto di giustizia

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Vecchi e nuovi lettori di Fortini


Nei dintorni di F. F.

di Ennio Abate
Stasera ho partecipato alla presentazione alla Biblioteca Chiesa Rossa di Milano del documentario su Franco Fortini girato e diretto da
Lorenzo Pallini. Ho potuto salutare Maurizio Gusso e Paolo Massari e vari ex studenti di Fortini. Ma nel mentre seguivo le immagini, riascoltavo la voce solida di Fortini e quelle di un certo numero di studiosi intervistati che commentavano la sua opera o leggevano una sua poesia, non ho fatto che pensare con un certo scoramento, più che a Fortini, al mondo attorno a noi che è drammaticamente cambiato e anzi rinnova le sue guerre. E tornandomene a casa, riflettevo ancora sulle resistenze che ho incontrato – da decenni ormai e persino in Poliscritture – ogni volta che ho proposto una mia riflessione sul sapere di poeta e di comunista di Fortini. Una cerchia limitata di intellettuali fanno quello che lui chiamava *riuso*. Della sua figura. Di questa o quella sua opera. A volte è un *riuso* accademicamente serio ma circoscritto alle nicchie e alle carriere universitarie. Gli altri o lo ignorano occupandosi di altro. O continuano a detestarlo come quand’era in vita. O si sono azzittiti. O, confusi, si schierano chi con Biden e chi con Putin. Davvero, dunque, sono pochi oggi quelli che hanno l’esigenza di sapere di più di Fortini. E me lo dico per essere chiaro con me stesso. Perciò, vecchio, mi sento di continuare a fare quello che sto facendo: una lettura in solitaria, persino “intima” (e quasi interiore). Cerco di capire, chiuso un suo libro, un saggio, una poesia, un vecchio articolo di Fortini o su Fortini, quel che mi resta in mente del suo “comunismo speciale”. E tentare di cogliere il possibile accostamento di una citazione ad un evento d’oggi per farla reagire con esso. Irrimediabilmente vecchio lettore, dunque. E, tuttavia, mi auguro che la fatica generosa di Lorenzo Pallini per far conoscere la figura e l’opera di Fortini proiettando il suo documentario nelle scuole e nelle biblioteche di varie città abbia successo. Che nuovi lettori di Fortini crescano! E chissà che, per vie misteriose e da me impensabili, non diventino in futuro i compagni che oggi mancano.

Riordinario 19 marzo  2022

 Guerra in Ucraina. Scambio sulla pagina FB di Giovanni Cominelli

di Ennio Abate

Andrò avanti a pubblicare il Riordinadiario delle ultime settimane, ma lo farò a salti e senza rispettare l’ordine cronologico. Più avanti (forse) cercherò di capire il perché di questa scelta (d’emergenza). [E. A.]

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Guerra in Ucraina. Prese di posizione (4)

Henry Moore

di Ennio Abate

Pubblico  qui due stralci da miei vecchi saggi: uno del 2004, l’altro del 2014. In essi avevo delineato le prese di posizioni di fronte alla guerra,  e alla Guerra del Golfo in particolare, di Franco Fortini. Non vi si parla, è evidente, di Ucraina  né di Putin o Biden, ma ogni generazione ha le sue guerre e i suoi desideri frustrati di pace e  le parole di Fortini, un poeta comunista come Brecht e tanti altri. potranno aiutarci  a fare i conti con quella d’oggi e a non cedere alle semplificazioni propagandistiche “democratiche” o “patriottiche”  che si vanno moltiplicando in queste ore  di nuovo tragiche. Continua la lettura di Guerra in Ucraina. Prese di posizione (4)

Nel tumulto del 1968

“Nei dintorni di Franco Fortini”. Capitolo 1

di Ennio Abate

 si spandea lungo ne’ campi 
Di falangi un tumulto 
(Ugo Foscolo, Dei sepolcri)

 È  curioso, ma prima del 1968 il nome di Fortini non compare nei miei scritti [1]. E non c’è traccia del suo nome nella mia memoria prima dei due ricordi che ho riferito rievocando la mia partecipazione da studente lavoratore all’occupazione della Statale di Milano nel ’68 (qui): Continua la lettura di Nel tumulto del 1968