Archivi tag: migrazioni

   Erranze-Dislocazioni-Esilio-Dismatriati-Translinguismo

di Gino Rago

Questo testo di Gino Rago, parte di una più ampia relazione, è stato presentato l’11 dicembre 2018 ad un Convegno organizzato dal «Laboratorio delle idee» della Fondazione S. Maria delle Armi a Cerchiara di Calabria (Cosenza). Lo pubblico perché documenta un modo di affrontare il fenomeno delle attuali migrazioni che è giusto approfondire, anche se a me pare  influenzato da un heideggerismo troppo metafisico. (Donatella Di Cesare, che pur parte da premesse filosofiche simili, nel suo recente «Stranieri residenti» ha affrontato lo stesso tema in termini più direttamente storici-filosofici-politici). Certo, Rago è del tutto estraneo alle spinte populistiche politico-culturali reazionarie arroccatesi sulla lettura delle migrazioni come “invasioni”, ma sembra limitarsi al pur interessante aspetto linguistico. Il rischio, secondo me, è di restare prigionieri di un’immagine idealizzata e limitata del fenomeno e delle  implicazioni che ha per “noi”. Perché se ne vede una porzione sia pur significativa: quella degli scrittori capaci di « opporre alla perdita dei propri luoghi lo «spazio» del linguaggio» e di “abitare la parola”.  Inoltre, la «resistenza attiva» di esseri umani, costretti ad «abbandonare la casa, il proprio paese o l’idea stessa di patria»  per molti aspetti e, se si vuole, in modi più metaforici, riguarda anche “noi” residenti in una Italia sempre più scossa dalla crisi della  mondializzazione.  Le due resistenze, dunque,  potrebbero diventare più costruttive, se “noi” (poeti, scrittori, gente che ancora cerca di pensare la realtà in mutamento) non ci limitassimo a vedere nei migranti la loro «condizione metafisica» o una «forma silenziosa di esilio». Come se entrambi fossimo portati – per natura o per scelta di saggezza – al « rifugio nel proprio mondo interiore» o a vivere l’esperienza esistenziale come «perdita». E le non-risposte  o l’ostilità dei governanti e delle classi beneficiarie della mondializzazione capitalistica non c’entrano?  Leggere perciò il fenomeno alla luce regressiva del «mito del nostos» o di un ritorno altrettanto paralizzante alle «radici» o alla «stabilità», che negano o diffidano della storia e dei suoi potenziali incivilimenti reciproci, mi pare un errore. [E. A.]
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In morte di un reazionario

di Ennio Abate

PUNCTUS CONTRA PUNCTUM: CERONETTI/SAMIZDAT

La morte di Guido Ceronetti ha dato la stura ai panegirici sulla stampa: “grande scrittore”, “grande traduttore” di testi biblici, ecc. Mi ha stupito (solo perché sono vecchio) che su Facebook molti “amici” si accodassero agli osanna e condividessero la sua ultima intervista al “Fatto quotidiano” (qui) di Silvia Truzzi, sovranisticamente intitolata “Sono un patriota orfano di patria. Italia, regno della menzogna”, un vero “grido di dolore” reazionario. E allora ho ripescato nel mio salvadanaio culturale alcuni spiccioli di cultura critica del solito Fortini, che Ceronetti l’aveva conosciuto da vicino (qui). I commenti seguiti mi hanno indotto a  contestare punto per punto  le “sparate” di Ceronetti in quella intervista. [E. A.]

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L’angelo della morte

angelo-della-morte-per-di-stefano

di Francesco Di Stefano

 

L’angelo della morte

Nessun patriarca ha ordinato
di tracciare sulle case di Amatrice
il segno distintivo di un popolo
eletto del Signore
affinché l’angelo passando
lo risparmiasse dalla più tremenda
delle piaghe. Continua la lettura di L’angelo della morte