Archivi categoria: Letture d’autore

Incontri e confronti con gli autori che ci parlano

Su “Il tempo dei desideri” di Alberto Mari

di Giò Ferri

Mercoledì 3 aprile 1919 alle ore 18 presso la Libreria Popolare di via Tadino,18 – Milano, Angelo Lumelli e l’attore Roberto Carusi presentano il libro di Alberto Mari. Qui un’analisi da parte di Giò Ferri. [E. A.]

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Su “Il giardino dei cosacchi”

di Paola Del Punta

Il giardino dei cosacchi di Jan Brokken è la storia dell’amicizia fra il barone  Alexander von Wrangel  e  Fedor  Dostoevskij. L’autore dice “di essersi calato nei panni del barone Alexander von Wrangel per penetrare  più a fondo nel cuore di questa storia realmente accaduta”. I riferimenti a documenti, lettere, diari testimoniano la veridicità della storia ma al tempo stesso l’autore confessa di aver colmato lui varie lacune e aggirato certe reticenze dovute a censura o discrezione; e però senza per questo aver alterato la sostanza dei fatti.

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QUINTO ORAZIO FLACCO

                                                             UNA LETTURA PROBABILE

di Pasquale Balestriere

Avverto che questo nitido saggio su uno scrittore antico più che famoso viene pubblicato in forma semplificata per andare incontro ai lettori di Poliscritture che non hanno studiato il latino. In accordo con Pasquale Balestriere, ho fatto qualche taglio ed eliminato nel testo i versi in latino e tutte le note che rimandavano ai componimenti citati. La versione originale si legge nel volume “ASSAGGI CRITICI” (Genesi Editrice), che contiene anche altri saggi su: Dino Campana, Giorgio Bárberi Squarotti, Paolo Ruffilli, Pasquale Festa Campanile, Maria Ebe Argenti, Carla Baroni, Franco Campegiani, Giannicola Ceccarossi, Umberto Cerio, Nazario Pardini, Gianni Rescigno, Serena Siniscalco, Antonio Spagnuolo e Umberto Vicaretti”. [E. A.]

L’uomo e lo scrittore

   Esistono scrittori  nella storia della letteratura di tutti i tempi del cui riconosciuto magistero l’umanità mai potrà privarsi senza pericolose involuzioni. Essi hanno da insegnare qualcosa all’uomo di qualsiasi epoca storica.

Per dirla con S. Battaglia , «il concetto di scrittore classico risale alla stessa antichità, in quanto designava l’autore che si leggeva nella scuola, nella classe corrispondente. E pertanto acquistava valore distintivo ed esemplare».

   Uno di questi scrittori, e certamente non il minore, è Quinto Orazio Flacco.

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Jurij Živago, la morte e il vento…

di Michele Nigro

Può un’unica sequenza contenere il “dna” di un intero film (e addirittura del romanzo da cui trae origine)? Presuntuosamente rispondo di . Le inquadrature volute dal regista, la colonna sonora che rinforza la drammaticità speranzosa del momento, le scene che narrano senza l’ausilio di dialoghi il processo evolutivo di un’anima acerba: si ha la fortuna di assistere all’incipit di una nuova poetica…

La scena a cui mi riferisco è quella in cui il piccolo Jurij Andrèevič Živago partecipa ai funerali della madre, nel film di David Lean Il dottor Živago (1965). Continua la lettura di Jurij Živago, la morte e il vento…

Marx nostro contemporaneo

di Giorgio Riolo

Quella che segue è la relazione tenuta a Vigevano il 5 maggio 2018 nell’incontro pubblico dedicato a Marx a 200 anni dalla nascita. L’incontro si è tenuto nell’ambito del ciclo di conferenze dal titolo “Scuola di cultura e politica”, a cura del Collettivo Culturale Rosa Luxemburg di Vigevano.

Il pubblico di queste conferenze era formato da attivisti politici e da persone interessate al tema, ma senza preparazione specifica. Pertanto il discorso ha voluto essere intenzionalmente non troppo approfondito, senza però, almeno negli intendimenti, perdere in rigore. Continua la lettura di Marx nostro contemporaneo

In morte di Samir Amin

di Giorgio Riolo

La morte di Samir Amin arriva nel pieno dell’acuirsi della contrapposizione tra “mondialisti” e “nazionalisti” (o “sovranisti”). Lo provano le diverse sottolineature di alcuni commenti che ho letto. Quello di Luciana Castellina, grande amica personale di Amin, che insiste sul suo ammonimento: «Dobbiamo costruire la V Internazionale» e sulla sua ultima sfuriata contro i catalani: «L’ideologia dominante – ha scritto ancora pochi mesi fa – ha così raggiunto il suo obiettivo: sostituire alla priorità della coscienza sociale il primato di altre identità, in questo caso nazionale. E’una deriva tragica». E quello, invece, di Piero Pagliani, che lo tira – a me pare – un po’ troppo dalla parte dei sovranisti: « Se si rileggono i suoi scritti e i suoi libri, non è difficile notare che il delinking suggerito da Samir Amin ha molti aspetti in comune con la necessità di ritornare alla sovranità nazionale che acquista sempre più consensi anche nei Paesi del centro capitalistico storico», anche se precisa che «le ottiche progettuali spesso sono molto distinte da chi oggi rivendica un ritorno a questa sovranità, dato che l’ottica di Samir Amin era marxista e socialista». In attesa che, anche su Poliscritture, si possano riprendere discussioni serie sui pensatori che non hanno rinunciato agli strumenti marxisti, pubblico questo ricordo di Samir Amin scritto da Giorgio Riolo, che l’ha conosciuto e ha studiato le sue opere. [E. A.]

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“Il corvo” di Edgar Allan Poe

 

 

Versione di Alberto Mari con tre suoi disegni

 

Una volta, una tetra mezzanotte
mentre esausto meditavo,
su strani e maliosi volumi,
d’un obliato sapere, ero quasi
assopito, reclinando
il capo, quando, a un tratto,
s’udì battere piano, come
se qualcuno sommesso, bussasse
alla porta di camera mia.
“E’ qualche visitatore – mi dissi –
che picchia così alla mia porta,
solo questo e nulla più.”

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Per ricordare Angelo Maria Ripellino

 

Raccolgo l’invito di Antonio Sagredo a ricordare  A. M. Ripellino (1923-1978), del quale il 21 aprile ricorre il 40° anniversario della morte. E propongo alcune sue poesie che ho tratto dai blog Poetarum silva e Carteggi letterari , Camera, una poesia dello stesso Sagredo che rammemora la Praga del Seicento e, infine, un magistrale saggio del 1974 scritto dal troppo dimenticato Cesare Cases, che rifletteva in modi critici proprio  sul fondamentale e famoso  Praga magica di  Ripellino uscito nel 1973. [E. A.] Continua la lettura di Per ricordare Angelo Maria Ripellino

Niente andrà perduto. La poesia di Velio Abati

di Donatello Santarone

La raccolta di poesie Questa notte (Manni, Lecce 2018, pp. 80, € 12) di Velio Abati consiste in  un canzoniere asciutto, fatto di “coscienza chiara e angoscia mortale” (Per una tenzone), Continua la lettura di Niente andrà perduto. La poesia di Velio Abati

Verso la strada degli innocenti

di Giorgio Mannacio

1.

Un amico filosofo – Ezio Partesana – mi ha segnalato un testo raccomandandomene la lettura.

            Eccone i dati, per chi volesse leggerlo: Precursori dello sterminio – Binding e Hoche all’origine dell’“eutanasia” dei malati di mente in Germania – a cura di Ernesto De Cristofaro e Carlo Saletti, Ombre corte, Città di Castello 2012 (€ 12,00 ). Si tratta di un libro di ridotte dimensioni (93 pagine compresa la bibliografia ) ma validissimo nei suoi contenuti. Ecco le ragioni di tale giudizio. Per una fortunata coincidenza lo scopro nel Giorno della Memoria, che tiene insieme in vario modo – sempre altamente drammatico – Storia e Cultura. In questa esigua pubblicazione si affronta un tema che – uscendo dalla specificità della vicenda dello Sterminio – penetra nei problemi dell’eutanasia e dei cosiddetti diritti di nascere, vivere e morire. Ma allo Sterminio il libro ci costringe, con la sua logica, ad entrare. Continua la lettura di Verso la strada degli innocenti