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Il 25 aprile nella mia memoria

Bella la via imboccata da Giorgio Mannacio: partire dai segni che la storia imprime nella memoria dei singoli e poi connetterli all’oggi, ai pensieri o ai dubbi che ci travagliano su quello stesso passato/presente/futuro. Per incoraggiare altre riflessioni simili in Appendice aggiungo gli appunti di lettura tratti dal magnifico libro di Claudio Pavone, «Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza», che ho finora pubblicato in “Poliscritture su Facebook” in coincidenza con le polemiche (non solo locali) che ogni volta la celebrazione del 25 aprile suscita.  L’intento è collegare memoria e storia, sentimenti e ragionamenti dei singoli a sentimenti e ragionamenti in nome del *noi* possibile. [E. A.]

di Giorgio Mannacio

1.
A chi leggerà questo scritto raccomando vivamente di saperne definire i modestissimi limiti individuando in esso ciò che può servire e ciò che non può o non deve servire. Continua la lettura di Il 25 aprile nella mia memoria

Collioure-Portbou. Machado e Benjamin sul cammino dell’esilio.

 

benjamin per Scuro

di Alessandro Scuro

Sostenitore della prima ora, Machado si era nel tempo dimostrato scettico a proposito dell’operato della Società delle Nazioni, dopo che le potenze firmatarie avevano tacitamente permesso a quel «facchino presuntuoso» di Mussolini l’invasione dell’Abissinia[1]. Continua la lettura di Collioure-Portbou. Machado e Benjamin sul cammino dell’esilio.

“Martiri delle foibe”: un po’ di chiarezza

1978 AI TEMPI DI MORO 1978 circa

di Alberto Panaro

Nel 2004 il governo di centrodestra, con l’avallo del centrosinistra, stabilì di celebrare il 10 febbraio (anniversario del Trattato di pace che nel 1947 aveva fissato i nuovi confini con la Jugoslavia) una “Giornata del Ricordo” per celebrare “i martiri delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata”. Una ricorrenza situata a dieci giorni dalla “Giornata della Memoria” (istituita nel 2000 per il ricordo dalla Shoah e di tutte le vittime e i perseguitati del nazifascismo). In questi anni il senso comune ha portato a fare di tutto un polverone, cosicché si parla correntemente di “foibe” come “olocausto degli italiani”. Continua la lettura di “Martiri delle foibe”: un po’ di chiarezza

Hans il germanese

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di Giorgio Mannacio

A volte gli alberi, ignari, protendono i loro rami oltre il confine entro il quale sono stati piantati dal loro proprietario. Capita, dunque, che i loro frutti vadano a cadere sul terreno di un altro. I frutti, infatti, seguono la legge di gravità e si affidano al suolo. Anche loro, ignari come le piante che li hanno generati, non sanno a quante complicazioni si vada incontro per questo evento naturale. Continua la lettura di Hans il germanese